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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

Coltivare la cannabis legale è una scelta ecosostenibile

Se fino a qualche anno fa erano pochi i settori commerciali che costituivano l’economia mondiale ad interessarsi alle tematiche ambientali, oggi sono sempre di più i produttori e i consumatori che prestano attenzione nella scelta di materie prime che provengano da coltivazioni ecosostenibili

L’interesse nei confronti di un pianeta, già di per sé danneggiato dall’inquinamento, dai disastri ecologici e dai cambiamenti climatici, continua a crescere. Ciò a cui le nazioni stanno lavorando è il raggiungimento delle condizioni favorevoli a lasciare alle generazioni che verranno un futuro ecosostenibile, impegnandosi nella rigenerazione ambientale coinvolgendo i mercati più in crescita.

Un settore che negli ultimi anni ha conosciuto un boom economico è quello della cannabis light. Dal 2016, anno in cui viene approvata la Legge sulla Canapa del 2 dicembre 2016, n. 242, sono nate moltissime coltivazioni, fino ad arrivare agli attuali oltre 4 mila ettari di canapa legale. Se prima le dimensioni erano da consumo di nicchia - anche grazie alla circolare del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 22 maggio 2018, “Circolare sulle modalità di coltivazione e regole del florovivaismo” - si è passati ad un grande commercio nel settore, fino al perfezionamento delle tecniche di coltivazione.

La legalizzazione della coltivazione di cannabis leggera è anche stata il motivo che ha permesso ai produttori di accorgersi della preziosa capacità della canapa di contribuire alla rigenerazione ambientale.
Tutto si ribalta: se prima si parlava di marijuana come sostanza stupefacente, oggi se ne parla come strumento per la riconversione dell’economia in chiave più ecosostenibile.

Per migliorare le condizioni dell’ambiente e permettere al pianeta di respirare una boccata di ossigeno, il ruolo della canapa è fondamentale. Si pensi, ad esempio, al dannoso problema della deforestazione: per arginarlo, una buona resa la si ottiene dalla coltivazione di cannabis, perché è una pianta molto rigogliosa e fitta e si adatta a qualsiasi tipo di terreno e clima. Inoltre, non richiede l’utilizzo di fertilizzanti, insetticidi e pesticidi chimici, prodotti altamente nocivi per le acque e l’ambiente.

A giovare dell’impiego delle piante di canapa nelle coltivazioni è anche la qualità dell’aria, dal momento che l’alta resistenza della cannabis purifica i terreni e, dunque, anche l’aria circostante. La pianta è un “filtro” che assorbe le sostanze nocive, come il carbonio, e rilascia solo agenti positivi, come l’ossigeno.

Un altro vantaggio dell’azione della canapa sul terreno è la riduzione delle erosioni del suolo, grazie alla sua capacità di sviluppare delle radici molto profonde che lo compattano, e la bonifica del terreno stesso. Il gambo e le foglie, inoltre, contengono molti nutritivi che, dopo la raccolta, vengono assorbiti dal terreno, rinnovandolo e garantendo la fertilità della terra.

Nell’ottica di dare sempre più concretezza a queste possibilità e favorire la biodiversità, è necessaria la collaborazione di aziende che supportino politiche ecosostenibili. Questo lavoro lo svolge bene Canapa Farm, brand che ha reso la coltivazione naturale e biologica di canapa light il cuore pulsante della sua azienda laziale e made in Italy. Questo produttore green rivolge cura e attenzione nei confronti dei metodi di produzione e coltura di una varietà di cannabis che sia di qualità legalmente riconosciuta. Anche il packaging dei suoi prodotti è ecosostenibile, visto che investe in materiali plastic free, realizzati con carta riciclabile certificata CE per il contatto alimentare.

L’ampio utilizzo della cannabis nella filiera produttiva

Ma la coltivazione di marijuana legale a beneficio dell’ambiente interessa anche altri campi di azione dell’economia. Come il settore tessile, che potrebbe contribuire all’abbattimento delle emissioni di sostanze inquinanti se iniziasse a utilizzare la canapa al posto del cotone o del lino. La produzione agricola aumenterebbe, poiché dalla canapa si estrae un tessuto molto più resistente, traspirante e resistente ai raggi UV; inoltre, per irrigare la canapa serve molta meno acqua di quella necessaria alla pianta di cotone.

Che i benefici della riconversione dell’economia in ottica canapa-friendly non siano solo economici ma riguardano anche l’ambiente, lo si riscontra anche nell’industria edile. In questo settore, si utilizza la canapa per sigillare le tubature, per migliorare l’efficienza energetica delle costruzioni - dal momento che si rivela un ottimo isolante termico e acustico - e funge da regolatore per l’umidità, grazie alla sua elevata igroscopicità. Pertanto, si stanno già diffondendo in alcuni Paesi le eco-case in canapa.

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