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Domenica, 14 Aprile 2024
Parco Archeologico del Colosseo / Esquilino / Piazza del Colosseo

Colosseo, protestano i lavoratori della biglietteria: in 150 temono per il loro futuro

La gestione della biglietteria a bando dopo vent'anni di proroghe, i dipendenti di Coopculture: "Sia garantito riassorbimento di tutto il personale e alle stesse condizioni"

“Dignità, esperienza. Non precarietà”. E’ questo uno dei grandi striscioni esposti dai lavoratori del Colosseo che, con l’imminente cambio di appalto nella gestione dei servizi del parco archeologico, temono di perdere il posto. 

La protesta dei lavoratori sotto al Colosseo

Si perchè dopo venticinque anni, tra gare bocciate e proroghe, a gestire la biglietteria così come accessi e informazioni del sito culturale più visitato d’Italia potrebbe non essere più la Coopculture. L’attuale gestore dei servizi ha partecipato alla gara ma, con l’apertura delle buste prevista già nei prossimi giorni, non v’è certezza che vinca. 

Così i circa 150 lavoratori e lavoratrici che da due decenni si occupano di supporto alla biglietteria online, gestione dei flussi con controllo degli accessi e informazioni all’interno e all’esterno di Colosseo, Foro Romano, Palatino e Domus Aurea chiedono certezze sul loro futuro.

Colosseo, 150 lavoratori temono per il loro futuro

Questa mattina il presidio pacifico proprio sotto l’Anfiteatro Flavio. “Il bando per l’affidamento della biglietteria e dei servizi aggiuntivi del Parco Archeologico del Colosseo non garantisce il riassorbimento del personale, in toto e con gli stessi orari e trattamenti economici. Siamo molto preoccupati per il nostro futuro” - dicono a RomaToday i lavoratori in sit-in. “Siamo 150 persone, 150 famiglie che da mesi vivono nell’incertezza più totale. Dopo la pandemia e tutto quello che abbiamo passato negli ultimi anni, tra chiusure e cassa integrazione, ci è arrivata questa nuova doccia fredda. Con vent’anni di esperienza alle spalle e servizi sempre garantiti in modo ineccepibile - ci racconta uno dei manifestanti - non vogliamo essere messi alla porta”. 

"Il lavoro è un diritto, non un'opportunità"

Ma che cosa chiedono i lavoratori di Coopculture sotto al Colosseo? “Chiediamo la sospensione della gara o la revisione del bando in modo che sia chiaro e garantito il riassorbimento del personale in caso di cambio gestione dei servizi. Bisogna dare a centinaia di famiglie la possibilità di avere continuità economica e futuro garantito. Lo vogliamo per tutti. Il lavoro - recitano lo slogan al megafono - è un diritto, non un’opportunità”.
 

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