Martedì, 16 Luglio 2024
Economia Salario / Via Rubicone

Chiude il supermercato dei Parioli: lavoratori licenziati

È l'ennesimo punto vendita che abbassa le serrande lasciando i dipendenti senza alcuna garanzia. Valenti (Uiltucs): "Risultato di progressivo spacchettamento, è un anno che denunciamo. Regione promuova politiche attive"

Il supermercato Tuodì di via Rubicone chiude. E’ l’ennesimo del gruppo Tuo, cui appartengono anche le insegne di Fresco Market e InGrande, ad abbassare le serrande e lasciare i lavoratori senza alcun tipo di garanzia. Per i 12 addetti del punto vendita dei Parioli è arrivato il licenziamento. 

Chiude il Tuodì di via Rubicone

Non certo un fulmine a ciel sereno visto il contesto generale di spacchettamento e dismissioni che vivono i supermercati a Roma. In particolare la vicenda legata ai mercati di Tuo ha inizio tre anni fa con l’operazione di dismissione della rete Margherita Distribuzione (Ex Auchan) con Tuodì a rilevare 13 di quei negozi. Da lì una lunga serie di cessioni ed acquisizioni di punti vendita e rami d’azienda, con supermercati che aprivano e chiudevano e lavoratori costretti a vivere con la paura di veder sparire, nel giro di poco tempo, il loro posto di lavoro. Proprio come successo in via Rubicone. 

Chi chiude, chi "scappa", chi licenzia: come cambia la mappa dei supermercati di Roma

Lo spacchettamento dei supermercati del gruppo TUO

Prima di loro è toccato ai colleghi di Fresco Market al centro commerciale La Nave, a quello di Fonteiana e Casilino. Nel punto vendita di Appio Gallo potrebbe subentrare il Pewex del Gruppo GROS, in quello di Laghetto è arrivato Triscount mentre a Pio XI Doreca. 

“La chiusura del Tuodì di via Rubicone è la conseguenza di quella lunga serie di spacchettamenti che avevamo denunciato oltre un anno fa e che sul lungo termine stanno pesando sulle spalle dei lavoratori proprio come ci aspettavamo” - commenta a RomaToday Roberta Valenti della Uiltucs Roma e Lazio. “I sospetti sulla non sincera volontà di rilancio aziendale si stanno avverando e rischiano di coinvolgere oltre 60 persone”. Poi l’appello: “Se le istituzioni non intervengono su queste dismissioni con politiche attive questo disastroso processo non si arresta più” - avverte la sindacalista. “Si tratta di una degenerazione per cui la dismissione diventa frammentazione ed emorragia occupazionale. Per questo - conclude - chiediamo alla Regione Lazio di attivarsi per tutelare i lavoratori”. 

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