Centro carni, l'idea di Ama: "Diventi un distretto per l'economia circolare"

A esporla durante un tavolo tecnico il presidente della partecipata Lorenzo Bagnacani. Guadagno (M5s): "Nostra priorità è salvare il centro carni"

Un polo scientifico tutto incentrato sull'economia circolare. Per il centro carni di viale Palmiro Togliatti Ama, titolare dell'area dal 2010, lavora a un progetto alternativo. Il presidente-ad Lorenzo Bagnacani ha esposto l'idea, ancora in fase embrionale, durante uno degli incontri della Cabina di Regia chiamata a riunirsi per decidere cosa fare di quei 23 ettari dove, dagli anni '70, più di mille operatori lavorano i capi bestiame destinati a macellerie e supermercati della Capitale. Vendere per ripianare i debiti di Ama con le banche e trasferire altrove gli operatori? O mantenere le maestranze nei loro locali, riqualificando parte della struttura (quella andata a fuoco nel 2001 e mai bonificata) e ospitandovi i mercati dei fiori e del pesce?

Le decisioni ufficiali sono ancora lontane, ma intorno al tavolo tecnico che si riunisce mensilmente come stabilito da un'apposita delibera di giunta, si è affacciata un'ipotesi fin'ora inedita. "Pensiamo a una sorta di distretto locale improntato sulla logica dei rifiuti zero" ha spiegato Bagnacani ai suoi interlocutori. Tra questi l'assessore al bilancio Gianni Lemmetti. "Un progetto che coinvolga anche consorzi, università e istituzioni scientifiche, che sia aperto al tessuto sociale". Tempi, costi e dettagli sono ancora in via di definizione. Che fine faranno i lavoratori del macello definito dalla stessa Comunità europea un'eccellenza? E' quasi un decennio che lottano contro il trasferimento al Car di Guidonia e la contestuale dismissione del centro di viale Togliatti. 

Ecco in sintesi le puntate precedenti. Nel 2009 Risorse per Roma, società in house che affianca il Campidoglio nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico, presentò un piano di assetto, approvato in giunta, per la costruzione di 2mila appartamenti con palazzine di 15 piani sull'area del centro carni. Un anno dopo Roma Capitale conferì lo spazio ad Ama, a garanzia di un prestito bancario di circa 100 milioni di euro, condizionando la cessione alla stipula di un contratto con il Comune, che avrebbe poi subaffittato agli operatori del mercato. In attesa di un loro trasferimento al Car di Guidonia per l'attuazione del progetto urbanistico. Niente di tutto questo è andato in porto. Per ora. 

La battaglia contro la vendita

Da una parte i cittadini della zona di Tor Sapienza sulle barricate contro qualunque progetto di urbanizzazione - in prima fila il comitato di quartiere Morandi Cremona - dall'altro i lavoratori riuniti nel Coordinamento popolare contrari allo spostamento a Guidonia, sono riusciti a rimandare grazie a continue proteste e al pressing sull'amministrazione. Ma il mattatoio è stato comunque inserito in un fondo immobiliare e affidato per la valorizzazione e la vendita alla Bnp Paribas. Un argine al procedimento è arrivato nel 2015, quando in Consiglio comunale è stato votato un vincolo sulla destinazione d'uso con stipula di un contratto di affitto agli operatori di 6 anni più 6. Ma l'ipotesi vendita non è mai stata accantonata. E restano le necessità di Ama di ripianare il debito con l'istituto di credito.

Con una memoria di giunta è stata istituita lo scorso autunno un'apposita Cabina di Regia per le valutazioni tecniche di tutte le ipotesi in campo. L'ultima emersa, appunto, è stata avanzata dalla partecipata: una sorta di polo "rifiuti zero", che frutti in termini economici grazie al coinvolgimento di realtà esterne legate al mondo accademico e della ricerca. Ma specifiche carte, al tavolo, non sono state ancora presentate "E' un progetto che nei fatti non esiste" commenta a RomaToday la consigliera M5s Eleonora Guadagno, firmataria della proposta di delibera che raccoglie il progetto alternativo di comitati e operatori: un nuovo "mercato all'ingrosso romano". 

Pesce e fiori oltre alla carne

Le attività operanti nel Centro occupano circa 15mila metri quadrati. Altrettanti, dopo un incendio del 2001, sono rimasti inutilizzati (QUI LE IMMAGINI). E ancora 11mila sono occupati da Protezione Civile, Asl, Servizio giardini, aziende pubbliche che non corrispondono al Comune nessun canone per l'occupazione. Si tratterebbe di recuperare gli spazi abbandonati, valorizzandoli con il trasferimento del mercato dei fiori di Trionfale e di alcuni operatori ittici. E incassando affitti sostanziosi. "E' una delibera di indirizzo politico - specifica Guadagno - e stiamo aspettando i pareri dei dipartimenti competenti". Una cosa è certa: "Il nostro interesse principale è che il centro carni resti dov'è. Dialoghiamo e ci confrontiamo con le parti, anche perché la proprietà è di Ama, ma qualunque progetto per la parte politica deve inglobare l'attività di macellazione".   

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