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Il marchio storico / Casal Monastero / Via Fondi di Monastero

La Centrale del Latte sul tavolo di Gualtieri: il Campidoglio prova a placare la protesta

Il capo di Gabinetto ha convocato i sindacati che avevano indetto sciopero e presidio sotto al Campidoglio: In attesa di capire le mosse del Comune mobilitazione sospesa. Intanto c'è un acquirente pronto al rilancio dello stabilimento

Rassicurazioni su salvaguardia dell’occupazione, tutela e valorizzazione di un marchio storico che rischia di scomparire: la Centrale del Latte di Roma. Sono questi i punti sui quali i sindacati incalzano il Campidoglio.

Centrale del Latte di Roma: il Campidoglio convoca i sindacati

Palazzo Senatorio, dopo settimane di silenzio sulle vicissitudini dello stabilimento di via Fondi di Monastero, ha convocato i rappresentanti dei lavoratori: l’incontro con il capo di Gabinetto del sindaco Roberto Gualtieri, Alberto Stancanelli, è fissato per oggi alle 16 nella Sala delle Bandiere. Per questo, a quanto apprende RomaToday, i sindacati hanno deciso di sospendere lo sciopero proclamato per domani 22 novembre. 

Sciopero sospeso per i lavoratori della Centrale del Latte di Roma

Una mobilitazione indetta dopo la scelta di Parmalat di staccare la spina: da gennaio stop alla produzione del suo marchio nel sito della Centrale del Latte di Roma, che così perde circa metà dell’intera produzione, e restituzione spontanea delle azioni al Comune. Si perchè, sebbene il giudizio della Cassazione sia ancora pendente, la società oggi controllata dal gruppo francese Lactalis ha comunicato l’intenzione di voler procedere alla spontanea riconsegna delle azioni della Centrale del Latte a Roma Capitale. Proprio come stabilito nell’aprile scorso da una sentenza della Corte d’Appello che, oltre a decidere la riconsegna del 75 per cento delle quote, ha anche condannato l’azienda, oggi controllata dal gruppo francese Lactalis, a restituire tutti i dividendi distribuiti dal 2005 al 2012. Più di 41 milioni di euro oltre interessi. “Una scelta grave ed inaccettabile perché presa senza alcun confronto preventivo volto a garantire la continuità produttiva del sito e la conseguente tenuta occupazionale. Si è così scelto di abbandonare al proprio destino quelle lavoratrici e quei lavoratori che per anni avevano contribuito, con la loro professionalità ed il loro lavoro, ad assicurare all’azienda utili e profitti, una decisione scellerata che condanniamo fermamente” - avevano tuonato i segretari generali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Roma Marco Pasti, Giuseppe Cappucci ed Antonio Mattei. Da qui la scelta di proclamare per il 22 novembre una prima giornata di sciopero dei dipendenti della Centrale del Latte di Roma con presidio in Campidoglio. Tutto sospeso in attesa di capire le mosse del Comune.

"A seguito della convocazione ricevuta poco fa dal Comune di Roma, abbiamo deciso di revocare lo sciopero dei lavoratori della Centrale del latte di Roma, indetto per la giornata di domani, così come il presidio previsto in Piazza del Campidoglio" - comunicano, in una nota Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil regionali. "Giudichiamo positivamente l'attivazione di un tavolo di confronto con le istituzioni su questa vicenda - continua la nota - ma siamo pronti a intervenire nuovamente, con tutte le iniziative di lotta, qualora domani non dovessimo ricevere le necessarie rassicurazioni sulla continuità produttiva del sito e la tenuta occupazionale dei dipendenti".

Tra i nodi da sciogliere ci sono i tempi della fuoriuscita di Parmalat da Centrale del Latte di Roma; la gestione dell’azienda nella fase di transizione e la titolarità a pagare gli stipendi ed il latte agli allevatori. Oltre ai 162 lavoratori della Centrale del Latte di Roma, a rischio c’è anche un indotto che conta circa 1200 persone tra fornitori e allevatori. 

Per la Centrale del Latte di Roma c'è già un acquirente

Intanto c'è un possibile acquirente pronto al rilancio: "Ariete fattoria Latte Sano è un'azienda locale che si è caratterizzata negli anni nella trasformazione del buon Latte fresco. Una joint venture tra Comune di Roma, la Fattoria Latte Sano e l'intera produzione della nostra regione con i loro rappresentanti e i presidenti delle varie cooperative sarebbe la soluzione migliore per far uscire dall'impasse il Comune di Roma che da domani si troverebbe a gestire un'azienda che non ha mai gestito negli ultimi trent'anni" - ha detto ai microfoni dell'agenzia Dire Marco Lorenzoni, presidente del gruppo che si occupa da 75 anni di lavorare il Latte del territorio romano e laziale. Nel Duemila è stata proprio l’azione legale di Ariete Fattoria Lattesano, tra le cinque società che parteciparono nel ‘98 all’avviso di manifestazione d’interesse per l’acquisizione dell’allora azienda comunale, a dare il via al lungo contenzioso con Parmalat. La società ha combattuto nei tribunali per far dichiarare nulla l’intera gara di privatizzazione, “vista l’illecita rinegoziazione delle clausole degli accordi di cessione avvenuta successivamente all’aggiudicazione”. Ossia quella cessione della Centrale del Latte della Cirio di Sergio Cragnotti alla Parmalat di Calisto Tanzi prima dei cinque anni previsti nell’accordo di vendita con il Comune.

Oggi il gruppo della Muratella è pronto ad acquisire la Centrale del Latte, proprio come ventiquattro anni fa. C’è la disponibilità a partecipare sia alla nuova gara di cessione che a quella eventualmente indetta per la fase transitoria in vista della cessione stessa.

Esuberi alla Centrale del Latte di Roma? "Improbabile"

"Nei tempi d'oro si lavoravano oltre 130 milioni di litri di latte l'anno, attualmente apprendo dagli organi di stampa e dagli operatori del settore che a marchio Centrale del Latte di Roma se ne lavorano circa 50 milioni di litri. Quindi i restanti 50 milioni sono a marchio Parmalat o collegate. Se Parmalat uscisse la Centrale resterebbe con un prodotto lavorato di 50 milioni di litri. E' giusto il grande allarme dei sindacati, ma il Comune di Roma - dice il presidente di Ariete Fattoria Latte Sano - si deve mettere ampiamente le mani sulla coscienza per i lavoratori della Centrale del Latte perché ha fortissime responsabilità, non da ultimo bisogna ricordare che in questa fase i dipendenti passerebbero da una realtà privata, ad una pubblica pertanto sembra estremamente difficile parlare di esubero quanto eventualmente nella peggiore delle ipotesi di ricollocamento di tutto il personale al quale deve essere garantito un posto di lavoro, come già accaduto subito dopo la privatizzazione". 

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