Casa Iride, sospeso il trasferimento dei lavoratori. USB: "Continuiamo a vigilare"

Il 31 luglio scorso i dodici operatori sanitari di Casa Iride hanno ricevuto la comunicazione di un trasferimento di massa al Pertini. Oggi l'annuncio della sospensione del provvedimento da parte della Direzione

Qualche giorno fa Romatoday ha riportato la storia dei sei infermieri e dei sei Oss (Operatori Socio Sanitari) di Casa Iride. Una comunicazione improvvisa li avvertiva che dal primo settembre sarebbero stati trasferiti in blocco presso la medicina dell'Ospedale Pertini. Immediata la reazione del personale e del coordinamento USB della ASL RM/B e immediato il risultato: provvedimento sospeso e revisione entro ottobre del protocollo d'intesa.

SCAMPATO PERICOLO - Scongiurata la minaccia della privatizzazione, almeno per ora: almeno per Casa Iride. La struttura di via di Torre Spaccata 157 ospita sette pazienti in stato vegetativo e si avvale del servizio di sanitari altamente specializzati e pronti ad intervenire ventiquattro ore su ventiquattro per qualsiasi esigenza. Un servizio unico sul territorio nazionale, che ha rischiato di soccombere alla moda della privatizzazione della sanità pubblica.

SOLO L'EPISODIO DI UNA SERIE - “Dopo un serrato confronto con il Direttore Generale dell'ASL RM/B, i lavoratori insieme all’USB riescono ad ottenere la sospensione dei trasferimenti del personale di Casa Iride”, riferisce Piero Pesce, del coordinamento USB. Prosegue il sindacalista: “La vicenda di Casa Iride si colloca in una più ampia fase di riorganizzazione della ASL, che avrà gravissimi risvolti e che comprende la riduzione di importanti servizi. Già sta avvenendo nei Municipi VI e VII, dove chiuderanno a breve cinque servizi territoriali per essere accentrati in un’unica struttura in via Casilina 1665, di proprietà privata (Lupi srl), con costi maggiori ed apparentemente con il benestare del nuovo Presidente del VI Municipio”.

UN CONTRATTO "A COSTO ZERO" - Dal sindacato giunge anche la denuncia del cattivo operato del direttore generale della struttura, Bonavita, che avrebbe stipulato “un contratto da dirigente all'attuale responsabile del personale infermieristico ed ostetrico, Dott.ssa D’Innocenzo, contratto che, nonostante sia dichiarato a costo zero, ammonta alla modica cifra di 48.000 euro lordi per cinque mesi, in assenza di autorizzazione regionale e presumibilmente in base ad una soggettiva interpretazione del Decreto Zingaretti n. U00235 del 7/6/13”.

L'APPELLO ALLE ISTITUZIONI - Un comportamento, secondo Pesce, e un operato che necessitano di essere tenuti sotto controllo dalle amministrazioni regionale e comunale. Per questo, l'USB lancia a Zingaretti e alle Istituzioni un appello affinché monitorino le speculazioni sulla sanità pubblica “contro questi scempi ed in difesa dei servizi”.

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