Mercoledì, 28 Luglio 2021
Economia

Regione Lazio: cancellato il reddito minimo garantito

Il Pd insorge contro il taglio dei fondi per il rifinanziamento della legge sul reddito minimo approvato dalla Regione Lazio. Smeriglio: "Si rinuncia all'investimento nelle politiche di welfare"

Tagli: è questa la parola che ricorre nelle accuse che il partito democratico lancia contro la manovra finanziaria approvata pochi giorni fa dopo una seduta notturna. Cancellazione del reddito minimo garantito, tagli alla scuola e al sociale che colpiranno le fasce deboli: questi i punti su cui gli esponenti dell'opposizione puntano il dito.

Massimiliano Smeriglio, assessore al lavoro della Provincia di Roma denuncia: "La cancellazione del 'reddito minimo per il 2011' è una decisione gravissima da parte della Regione Lazio. Una legge all'avanguardia, quella sul reddito minimo garantito, che ci qualificava tra le più avanzate legislazioni europee in materia. Con questa decisione torniamo indietro di 20 anni e rimaniamo l'unico Stato, oltre Grecia e Portogallo, a non avere politiche di inclusione basate sul diritto di un reddito 'di sopravvivenza' per tutti".

Continua Smeriglio: "Nella sola provincia di Roma sono state oltre 70mila le domande ricevute nel 2009/2010, 135mila in tutta la Regione - aggiunge - Una richiesta enorme, quindi, di misure di sostegno da parte dei cittadini del nostro territorio, che è emersa con forza e di cui, come istituzioni, non possiamo non tenere conto. La Provincia di Roma ha provveduto a selezionare 7mila persone che sono risultate in diritto di percepire il contributo economico anche se ad oggi nonostante le proteste dei richiedenti ancora non sono iniziate le procedure di pagamento e non si hanno notizie certe sui tempi che queste persone dovranno aspettare prima di ricevere il reddito di sopravvivenza".
Per Smeriglio "Il taglio dei fondi per il rifinanziamento della legge sul reddito minimo è una chiara rinuncia a qualsiasi tipo di innovazione e investimento nelle politiche di welfare nella nostra Regione. Quella approvata è infatti una manovra di bilancio che taglia senza pietà le azioni di sviluppo e sostegno all'inserimento sociale: dal reddito minimo, al diritto allo studio al prestito d'onore. Il tema che rilanciamo alla presidente Polverini è: come intende dare risposta a migliaia di giovani, precari, inoccupati o disoccupati che chiedono di poter investire nel loro futuro?".

Il capogruppo del Pd al Consiglio regionale del Lazio, Esterino Montino guarda anche alla scuola e ai tagli nel settore: "Quaranta milioni in meno per garantire il diritto allo studio e cancellazione del reddito minimo, annullato il prestito d'onore e per i soci delle cooperative truffate. In compenso, nell'allegato alla Finanziaria si sono trovate tempo e risorse per interventi decisi sotto dettatura dei consiglieri di maggioranza che altrimenti minacciavano la fronda. Questa la cifra che meglio definisce il primo bilancio dell'era Polverini".

Inoltre: "Il taglio sui fondi destinati al diritto allo studio - spiega - riguarda le borse di studio, il fondo per l'acquisto di libri, i libri in comodato. Il prestito d'onore toglie finanziamenti ai progetti dei giovani, l'abolizione del reddito minimo toglie sostegno a 8000 precari. Cancellati i fondi per sostenere i soci di coop edilizie che negli anni scorsi sono state truffate".


Sullo stesso tono i consiglieri di Sinistra Ecologia Libertà Luigi Nieri e Filiberto Zaratti: “Il bilancio della giunta Polverini introduce pesanti tagli alle politiche regionali, senza delineare una strategia, senza costruire una prospettiva per una Regione colpita duramente dalla crisi". I due consiglieri di Sel aggiungono: “La decisione più grave è, senza dubbio, quella di procedere alla cancellazione del reddito minimo garantito, un provvedimento sul quale la precedente giunta aveva investito una cifra pari a 60 milioni di euro annui. Si impedisce così a 10 mila lavoratori, e alle loro famiglie, che avevano un reddito al di sotto degli 8 mila euro l'anno, di poter continuare a sperare". "Sorprende, inoltre - concludono i due consiglieri - che proprio quel centrodestra che non perde mai occasione di inneggiare, in modo demagogico, alla famiglia, alla vita, alla genitorialità e alla solidarietà, sia così determinato nell'operare tagli proprio su questi temi".

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