Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia San Giovanni / Piazza Lodi

Metro C, l'allarme: “Entro luglio talpe ferme, 200 lavoratori a rischio”

A lanciare l'allarme è la Fillea Cgil: "Tutti gli appalti delle grandi opere sono avvolti nelle nubi". La replica di Roma Metropolitane: "Lavori secondo i tempi. I lavoratori saranno reimpiegati"

metro-c-cantiere“Le talpe della Metro C entro luglio si fermeranno a Piazza Lodi e resteranno ferme per non meno di 24 mesi”. A lanciare l'allarme è la Fillea Cgil che attacca duramente le politiche di Comune e Regione e l'immobilismo che mette a rischio la sorte di oltre 200 lavoratori attualmente impiegati nei cantieri.

PROCLAMI - “Nonostante i proclami e le dichiarazioni di rito”, attacca il segretario della Fillea Cgil Roberto Cellini, “assistiamo sbalorditi alla comunicazione del blocco dei lavori di scavo delle gallerie della METRO C di Roma. Questo fermo lavori è di  fatto dirompente sia per il blocco dell’opera che si fermerà probabilmente a S. Giovanni, ma ancora di più per le ricadute occupazionali dei circa 280 lavoratori coinvolti”

Il segretario Cellini attacca: “Altri 280 posti di lavoro che vanno in fumo per l’incapacità della politica a condurre a termine un’opera di cui Roma ha estremamente bisogno. Nonostante il finanziamento, benché dimezzato rispetto ai progetti della tratta T3 (S. Giovanni – Colosseo), ci troviamo nel paradosso di parlare di licenziare 280 persone”.

TAVOLI APERTI - “Per quanto ci compete, abbiamo aperto un tavolo di confronto con il consorzio METRO C, al quale abbiamo proposto una serie di ammortizzatori sociali tali che, consentano ai lavoratori di non essere licenziati e di poter attendere la ripresa dei lavori, che noi stimiamo non avverrà prima di 30 mesi. Allo stesso tempo abbiamo richiesto un incontro all’amministratore delegato di ROMA METROPOLITANE per cercare di capire le cause di questo blocco e trovare le soluzioni per una pronta ripresa dei lavori stessi. Certamente Comune, Regione e Governo devono trovare le risorse e le giuste sinergie per finanziare il resto dei lavori in programma e far riprendere al più presto l’attività di scavo” prosegue Cellini: “Il bilancio preventivo del Comune di Roma, non fa altro che aumentare le nostre preoccupazioni essendo assenti o svuotati di risorse, quei capitoli di spesa indispensabile per dotare la Capitale delle necessarie opere infrastrutturali”.

GLI ULTIMI 18 MESI - “Ricordo a tutti, che negli ultimi 18 mesi, la provincia di Roma ha perso, nel settore delle costruzioni circa 7000 occupati diretti, nel silenzio assordante delle istituzioni, aggiungere anche il blocco dello scavo della metropolitana C sarebbe un vero delitto, considerando che, l’appalto per il raddoppio della Pontina e della costruzione della Valmontone – Cisterna ha subito un blocco, forse definitivo e che i lavori per il prolungamento della Metro B è avvolto ancora nei fumi delle indecisioni e del rischio di un contenzioso pluriennale. Inoltre, di METRO D non parla oramai più nessuno. quest’ultima emergenza aggiunge un altro dramma ai drammi”.

IMPRESE PRONTE AD ABBANDONARE - “Negli stessi cantieri di METRO C” conclude Cellini, “troviamo imprese affidatarie di lavori per la realizzazione delle stazioni o dei pozzi di areazione, che sono pronte ad abbandonare i lavori avuti in appalto per le perdite economiche che registrano nella esecuzione delle opere, a seguito di prezzi non più in linea con gli attuali costi di realizzazione. Il Comune continua a fare bei proclami, ma nella realtà rimane tutto fermo. Continuano a sbandierare le Olimpiadi del 2020 come panacea di tutti i mali, ma una cosa deve essere ben chiara a tutti: se si continua in questo modo saranno ben poche le imprese che arriveranno alle Olimpiadi. Noi lo abbiamo detto e ridetto in tutti i modi, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e temiamo seriamente di dover affermare, da qui a qualche tempo, un triste ‘l’avevamo detto!’ senza appello!”

LA REPLICA – Roma Metropolitane affida ad una nota la replica alla denuncia della Cgil: “Durante lo stoip agli scavi verranno impiegati dalle imprese che compongono il Contraente Generale in altri cantieri attivi in Italia e all'estero che richiedono lo stesso tipo di professionalità"
"I lavori della Linea C" spiega Roma Metropolitane "procedono secondo i tempi previsti dal vigente programma lavori. Ad oggi risulta interamente finanziata la tratta da Colosseo a Pantano e nel tratto da S. Giovanni a Pantano sono aperti ed operativi 38 cantieri. Le "talpe", che ad oggi hanno realizzato circa km 18 di gallerie, arriveranno alla stazione di S. Giovanni a luglio 2011, con circa due mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma lavori. Come da sempre previsto, le talpe arrivate alla stazione di S. Giovanni si fermeranno per permettere l'ultimazione della stazione per poi riprendere nuovamente il loro lavoro dopo circa 18/24 mesi, una volta realizzato il pozzo di attacco delle talpe sulla tratta T3. Tale fermo è previsto dal cronoprogramma dall'inizio dei lavori. Gli operai, in questo lasso di tempo, non saranno licenziati ma verranno impiegati dalle imprese che compongono il Contraente Generale in altri cantieri attivi in Italia e all'estero che richiedono lo stesso tipo di professionalità”.

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