Martedì, 15 Giugno 2021
Economia

Bilancio, Alemanno scrive a Governo e Regione: “Credito di 2,5 mld”

Dopo i rilievi sul bilancio di Roma Capitale effettuati dalla Corte dei Conti Alemanno ha scritto al Governo e alla Regione per rientrare del credito che ammonta a 2,5 miliardi

Situazione caotica per i conti di Roma Capitale, a dirlo è proprio la Corte dei Conti che evidenzia "alcuni importanti rilievi in ordine alla situazione finanziaria di Roma Capitale." Il sindaco Alemanno, ieri durante una conferenza stampa in Campidoglio,  ha parlato dei rilievi fatti dalla Corte dei Conti in seguito alla visione del bilancio e, in quell'occasione, ha spiegato che  il credito che il comune di Roma Capitale vanta nei confronti della Regione Lazio e della Gestione Commissariale del governo ammonta a circa 2,5 miliardi di euro il credito.

Proprio per rientrare del credito, il primo cittadino ha inviato una lettera al premier Mario Monti, alla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario straordinario del Governo per l'attuazione del piano di rientro, Massimo Varazzani. "L'importo complessivo dei crediti verso la
Regione Lazio, aggiornato a tutto il 2011 - ha spiegato Alemanno -, ammonta a 1.066 milioni, ai quali occorre aggiungere la quota di competenza del 2012 (circa 271 milioni) mentre, sempre alla data odierna, il credito residuo nei confronti della Gestione Commissariale ammonta a 1.215 milioni. Il totale dei crediti risulta essere quindi di 2.552 milioni".
Nella lettera che il primo cittadino ha inviato alla Polverini viene proposta "la sottoscrizione di un piano di rientro dei crediti in due tranche da 571 milioni l'anno". "La situazione - scrive Alemanno - assume sempre più proporzioni tali da generare serissime preoccupazioni per le ripercussioni
che la stessa determina in relazione ai mancati pagamenti che rischiano di produrre danni irreversibili sul tessuto economico e sociale della città".
"La situazione descritta - ha spiegato in conferenza - risente pesantemente del debito pregresso accumulatosi negli anni precedenti al 2008, che si sta riversando ancora sulla gestione ordinaria. Tale debito al momento dell'insediamento di questa Giunta era di 12 miliardi e 249 milioni di euro. Ad oggi grazie al lavoro svolto il debito risulta essere di 9 miliardi e 149 milioni di euro"

L'opposizione parla invece di "notizie inquietanti" ed invita l'assessore al bilancio Carmine Lamanda a "riferire in Aula" già lunedì. "Secondo la Corte dei Conti, organo tecnico al di sopra delle parti - evidenzia il segretario capitolino del Pd, Marco Miccoli -, ci sono addirittura gravi
irregolarità contabili da parte del Campidoglio negli ultimi esercizi in tema di utilizzo delle risorse, incapacità di gestire la governance delle aziende capitoline, mancata vigilanza sulle riscossioni svolte da Equitalia".

“I rilievi 'critici' della Corte dei Conti - rincara la presidente del Gruppo Misto, Gemma Azuni, "sono molteplici: dal richiamo ad affrontare con decisione il tema della governance delle società controllate, in situazione di grave ritardo per ciò che attiene alla programmazione gestionale,
alla annosa questione della gestione commissariale che, precisa la Corte ancora una volta, non esonera affatto Roma Capitale dal rimanere debitore originario delle molteplici posizioni debitorie congelate al 2008 e ancora non onorate. La lettura della sentenza - conclude - è illuminante, e acclara una situazione davvero molto grave".

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