"La Basf licenzia con un'intervista. Siamo nel far west non nella Capitale d'Italia"

Domani, 8 ottobre, i dipendenti dell’azienda entreranno in sciopero con un presidio davanti allo stabilimento in Via di Salone a partire dalle ore 9.30

Una sessantina di persone prossime al licenziamento. La riorganizzazione aziendale annunciata nelle scorse settimane dalla Basf si trasformerà a breve in "dramma sociale"  per alcuni dei lavoratori dell'impianto di via di Salone. Una situazione annunciata nel corso di un'intervista a RomaToday da Roberto Spaggiari, direttore della Divisione Catalizzatori. Di fatto è stato proprio il nostro giornale la fonte da cui i dipendenti hanno appreso la notizia. Ed ora i sindacati provano a reagire e soprattutto a chiedere risposte. E' la Femca Cisl la prima sigla a muoversi. Lo farà domani con uno sciopero che porterà i lavoratori in piazza, proprio sotto lo stabilimento chimico tra Settecamini e Ponte di Nona. 

Sono durissime le parole usate da Giuseppe Mandato, segretario generale della Femca Cisl di Roma: "Come si può decidere 60 licenziamenti, mettendo 60 famiglie in mezzo ad una strada, e comunicarlo con leggerezza e soavità in una intervista rilasciata ad un giornale? Noi siamo sconvolti ed esterrefatti, così siamo nel Far West non nella Capitale d’Italia". 

"Purtroppo, contrariamente a quanto deciso fino ad oggi con le Organizzazioni Sindacali e con i suoi dipendenti", spiegano dal sindacato, "la Basf ha dichiarato la soppressione di 60 posti di lavoro per effetto della chiusura di 3 reparti di produzione, conseguente alla decisione di delocalizzare alcune linee produttive. Una decisione gravissima che noi sindacati abbiamo appreso dalle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla direzione aziendale e che scaturisce da mere motivazioni economiche e di business, non tenendo in alcun conto il dramma che questo significa per le 60 famiglie coinvolte dal licenziamento". 

"La Femca Cisl di Roma è in attesa di conoscere il piano industriale dell’azienda", spiega ancora Mandato, "al fine di capire la sostenibilità di quest’ultimo sul nostro territorio ed è in attesa di riceverlo dall’azienda. Ma rimane comunque irricevibile quest’ennesima procedura di delocalizzazione selvaggia che ancora una volta stronca un altro pezzo importante dell’industria chimica manifatturiera rimasta sul nostro territorio. Un territorio dove purtroppo si sta delineando con sempre maggiore drammaticità il ‘deserto industriale’, vista la mancanza di una seria politica industriale, e le ricadute della latitanza politica cadono sempre e solo sui soliti noti: i lavoratori e le famiglie. Domani mattina, in segno di protesta, i dipendenti dell’azienda entreranno in sciopero con un presidio davanti allo stabilimento in Via di Salone a partire dalle ore 9.30".

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