rotate-mobile
Economia

Il "bando vigilantes" è ormai una farsa, il Tar sospende (di nuovo) la gara

In ballo ci sono 90 milioni di euro

Se non ci fosse in ballo la sicurezza dei cittadini e dei dipendenti pubblici ci sarebbe da ridere. Il “bando vigilantes” da 90 milioni di euro è stato nuovamente sospeso, in via cautelare, dal Tar del Lazio. Come già accaduto in passato, il tribunale ha rilevato delle criticità che la Regione Lazio, nonostante abbia modificato gli atti di gara, non è ancora riuscita a superare. Si arriverà, quindi, al terzo rinvio della scadenza per presentare le domande, con buona pace per le aziende di vigilanza, sospese in questo limbo ormai da dicembre dello scorso anno.

Il bando

Il bando per l’affidamento dei “servizi di vigilanza armata e guardiania per le amministrazioni del territorio” della Regione Lazio, meglio conosciuto come bando “vigilantes”, vale 90 milioni di euro in quattro anni e servirà a garantire la sicurezza all’interno dei municipi di Roma e di tutte le altre amministrazioni comunali del territorio. La gara è divisa in sette lotti. I primi cinque riguardano il servizio di vigilanza armata mentre gli altri due quello di guardiania.

I servizi di vigilanza armata previsti nell’appalto sono divisi in sei categorie. C’è la vigilanza armata fissa, diurna e notturna, con piantonamento dei luoghi da monitorare. Inoltre, nell’appalto è prevista anche la vigilanza ispettiva esterna e interna, con ronde effettuate tramite pattuglia mobile. Nei servizi sono compresi anche la telesorveglianza e televigilanza con pronto intervento, il trasporto valori ed il servizio di manutenzione degli impianti di vigilanza.

Rinvii e sospensioni

Già il 19 gennaio 2023 il Tar del Lazio aveva accolto l’istanza cautelare proposta dalla Gia.Ma. Srl, un’importante azienda di vigilanza, sospendendo, di fatto, il bando. A quel punto, la Regione Lazio è intervenuta e, il 19 gennaio, decideva di riprendere in mano gli atti di gara e modificarli. Tra i cambiamenti più importanti c’era lo spostamento del termine ultimo della presentazione delle domande dall'8 febbraio al 27 marzo 2023. A quel punto, la Gia.Ma. ritirava il ricorso, salvo poi ripresentarlo il 20 marzo 2023 visto che, secondo i ricorrenti, non tutti i problemi erano stati superati.

Le criticità mai superate

In particolare, manca ancora la “puntuale identificazione delle amministrazioni pubbliche destinatarie delle convenzioni quadro e degli elementi che consentono la formulazione delle offerte”. In sintesi, non era dato sapere i luoghi dove andare a prestare il servizio di vigilanza. Un dettaglio non di poco conto visto che, nel bando, si parla anche di interventi sulle strutture di sicurezza degli stabili da presidiare (come le telecamere di sicurezza). Diventa quindi difficile, se non impossibile, avanzare un’offerta senza sapere dove e in che condizioni si andrà ad operare. Non solo. Mancano anche garanzie per i lavoratori che rischiano di vedere i loro stipendi tagliati e ridimensionati. Per questo, il Tar del Lazio ha di nuovo sospeso il bando in via cautelare, fissando la camera di consiglio per il 5 aprile per entrare nel merito della vicenda.  

Attacco ai burocrati

Il Savip, Sindacato autonomo vigilanza privata, ha attaccato duramente il bando con una nota del suo segretario nazionale, Vincenzo del Vicario. “Cambiano i direttori d'orchestra politici, ma i musicanti son sempre quelli – attacca del Vicario – gli inamovibili burocrati regionali, per i quali, anche in applicazione delle norme anticorruzione, auspichiamo un'ampia rotazione, per una seconda volta danno motivo di perplessità al Tar del Lazio e al settore della vigilanza privata. Una sorta di infinito gioco dell'oca”.

Ribassi al buio

Per il sindacato, le imprese non possono partecipare “effettuando "ribassi al buio", senza poter dimensionare adeguatamente i costi. Le prestazioni da rendere da parte delle guardie, infatti, restano del tutto oscure. Nessuna clausola in materia di orario massimo di lavoro, in un contesto normativo e contrattuale opaco, che consente di spremere le guardie come limoni. Da ciò conseguirà inevitabilmente che, nella mancanza di controlli, come è avvenuto in passato i lavoratori che, in ragione del cambio di appalti, transiteranno da un'azienda all'altra saranno privati di livelli, scatti d'anzianità e altri benefici. Il temuto far west rischia di verificarsi anche sotto la gestione del Presidente Rocca. Con queste premesse sarà assai difficile, se non impossibile, far rispettare le regole. Appalti e capitolati di servizi e beni così sgangherati – conclude del Vicario - sono funzionali solo all'interesse di qualcuno che vuole mestare nel torbido”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il "bando vigilantes" è ormai una farsa, il Tar sospende (di nuovo) la gara

RomaToday è in caricamento