Sabato, 20 Luglio 2024
Economia

B&b e affittacamere, l'allarme dell'associazione Albaa: "Abusivi censiti come regolari"

Parte da mercoledì 10 luglio in via sperimentale la nuova anagrafica del Lazio per censire le strutture extralberghiere della regione

La nuova banca dati del Lazio sugli alloggi turistici rischia di essere falsata. È la denuncia che arriva dall’Albaa, associazione di categoria che rappresenta l’extralberghiero di Roma e Lazio, bed & breakfast, affittacamere ed affini.

Nuova banca dati regionale

Da oggi, mercoledì 10 luglio, è operativo in via sperimentale il nuovo sistema informativo “Ross1000” Anagrafica Lazio, in via di esercizio dal 1° settembre 2024. Un progetto importante che servirà per il futuro rilascio del “Cir”, il codice identificativo regionale delle strutture, che andrà a sostituire il vecchio "Cise", il codice identificativo strutture extralberghiere. Il Cir è propedeutico al futuro rilascio del “Cin”, il codice nazionale. Con questo sistema si punta ad avere un quadro puntuale della situazione degli alloggi e dei posti letto presenti sia a livello regionale che nazionale. Secondo Albaa, però, per come è stato impostato il sistema, c’è il rischio che “gli abusivi” vengano censiti falsando, di conseguenza, la banca dati.

Per l’associazione, infatti, ci sarebbe “una grave anomalia nella fase attuativa della normativa relativa agli alloggi ad uso turistico che richiede un correttivo urgente se non si vuole finire, di fatto, per legittimare offerte ricettivo-turistiche irregolari nel territorio laziale, di nostra competenza”.

Come si ottiene il Cir

Chi vuole aprire una struttura extralberghiera deve prima passare per il Comune dove si vuole avviare l’attività. Dopo, l’amministrazione comunale comunica alla Regione l’avvio dell’attività, con l’ente regionale che rilascia il Cir. “Il problema – spiega Albaa a RomaToday – è che a Roma, così come in altre città, basta un’autocertificazione per avviare le pratiche. Spesso, sia in buona che in mala fede, le strutture riportano una disponibilità di posti letto superiore a quelle previste per legge”.

Senza controlli, quindi, si rischia un far west. “Fino al 2022 – spiega a RomaToday il presidente Federico Traldi – i controlli non venivano effettuati oppure erano pochi. Con l’arrivo dell’assessore di Roma, Alessandro Onorato, e questo deve essere sottolineato, le cose sono cambiate. Ora ci sono molte più verifiche. Però, senza un controllo sul pregresso, si rischia di andare a regolarizzare situazioni di abusivismo che danneggiano il settore”.

“Dopo i grandi sforzi a livello statale per istituire il Cin, codice che avrebbe contrastato l’abusivismo – afferma ancora il presidente di Albaa Federico Traldi – sarebbe un grande passo indietro conferire ulteriore riconoscimento agli alloggi per uso turistico autocertificati dai gestori negli anni precedenti e sfuggiti ai controlli. Oltre ad essere un atto di concorrenza sleale nei confronti delle attività autorizzate di recente, si favorirebbero ancora una volta le strutture irregolari”.

Come risolvere

Secondo Albaa, l’unico modo per risolvere il problema sarebbe quella di prevedere l’obbligo di una certificazione rilasciata da professionisti. “In questo modo, anche per chi ha sbagliato in buona fede, non ci sarebbe il rischio di autorizzare strutture con posti letti superiori a quelli che potrebbero effettivamente contenere”. Nell’avviso pubblico della Regione Lazio sul tema, infatti, non sono previsti paletti specifici per entrare far parte della banca dati regionale. Vengono fissate solo delle scadenze, in particolare quella del 1° settembre quando il nuovo Cir sarà obbligatorio per quelle strutture che dovranno registrarsi sul portale “Ross 1000”. 

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