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Giovedì, 13 Giugno 2024

Il commento

Matteo Scarlino

Direttore responsabile RomaToday

Caronte spegne il mito del privato che funziona. Acea e Areti come Ama e Atac

Attese bibliche ai call center, interventi assenti, ore e giorni senza corrente e a lume di candela. I blackout come i rifiuti non raccolti e gli autobus che non passano

"Pronto, potete portarci almeno un gruppo elettrogeno? Sono 24 ore che siamo senza corrente". Dall'altra parte del telefono un abitante di Torre Angela, uno dei tanti quartieri romani finiti vittima dei blackout di queste ore. Il cittadino disperato, nostro lettore, ha confuso il numero della nostra redazione con quello di Areti, la società di Acea che .si occupa della distribuzione dell'energia elettica. Da ieri mattina, da quando abbiamo pubblicato il nostro articolo sui blackout in tutta Roma, siamo sommersi di chiamate, messaggi, mail, tutti dal tono disperato, tutti con lo stesso refrain: "Vi prego, aiutateci. Areti e Acea non fanno nulla, non si sa che fine hanno fatto". Voci e parole disperate che in alcuni quartieri sono diventate proteste. In altri, dove i disagi vanno avanti da 10 giorni, si stanno trasformando in denunce ai carabinieri contro Areti e contro Acea. 

Il caldo di questi giorni ci ha ricordato che alla narrazione dell' "A Roma non funziona nulla" contribuiscono in maniera importante anche Acea e Areti. I disservizi di queste ore somigliano tanto ai sacchetti della spazzatura in strada non raccolti da Ama, agli autobus e alle metro che non passano. Con delle differenze: Acea e Areti sono società municipalizzate (socio di maggioranza è il Comune) in cui nei fatti comanda il privato, in cui ci sono utili e che - questa è la vulgata - dovrebbero funzionare meglio e il cittadino essere più contento e soddisfatto. E invece.

L'assetto propietario di Acea

Invece arriva il caldo, tutti sanno che ci sarà un picco di utilizzo di energia elettrica (è così ogni anno, da anni, ndr), ma le aziende romane non fanno nulla. E quando i blackout scattano i call center, infuocati per le migliaia di chiamate, rispondono (quando si riesce a parlare con l'operatore dall'altra parte) quasi impotenti, promettendo interventi e risoluzioni che tanti romani aspettano da ore, da giorni, con i frigoriferi spenti, con ventilatori e condizionatori fermi, a lume di candela. 

Non una novità con Acea e Areti. Anche in situazioni normali, non di emergenza quindi, quando si apre un guasto elettrico o per una conduttura elettrica, i tecnici Acea o Areti sono sempre gli ultimi ad arrivare, anello mancante per il ripristino del normale funzionamento. 

Il caldo record insomma ha messo a nudo anche il mito de "il privato funziona meglio": alla prova dei fatti Acea e Areti non sono così meglio di Ama e Atac. E ai romani anche, con loro, non rimane che l'ironia: "Almeno risparmiano con la pubblicità su come risparmiare sulle bollette. Ci hanno staccato la corrente. Risparmiano loro in pubblicità e noi in bolletta", è il messaggio amaro di un lettore. Se non è efficienza questa...

La nota di Areti

In relazione alle segnalazioni pervenute relativamente a distacchi di corrente o momentanei cali di tensione, Areti precisa che si tratta di un aumento fisiologico dovuto ai consumi eccezionali a causa della forte ondata di calore che persiste ormai da settimane.
Le reti elettriche sono sottoposte a forte stress e inoltre, rispetto alle prime settimane di luglio 2023, la richiesta di energia elettrica da parte di utenze domestiche, commerciali e industriali è salita da 1600 MW fino ad arrivare ad oltre 2100 MW di potenza massima distribuita a Roma. 
Tali circostanze hanno determinato un aumento delle segnalazioni, ciò nonostante Areti sta garantendo e garantirà la continuità del servizio. La società sta monitorando la situazione in tempo reale e ha incrementato le squadre operative in azione sul territorio H24 per garantire un pronto intervento nonché sopperire nell’alimentazione delle utenze, lì dove necessario, con gruppi elettrogeni.

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