Apertura nuove farmacie: la Regione vuole il certificato antimafia, la Prefettura dice no

In merito al rilascio del certificato antimafia per le 274 farmacie di prossima apertura, la Regione incassa il no della Prefettura. Esultano i vincitori del concorso che ora chiedono a Zingaretti di lavorare per concludere l'iter amministrativo

I vincitori del concorso per l’apertura di 274 nuove farmacie nel Lazio non dovranno presentare un certificato antimafia. La richiesta, avanzata dalla Regione, è stata respinta dalla Prefettura di Roma. Venuto meno l’ultimo ostacolo, molti cittadini cominciano a tirare un sospiro di sollievo, soprattutto quelli delle periferie dove le nuove aperture sono attese da tempo.

I DISAGI - “Con la nostra Onlus abbiamo creato uno sportello e durante il periodo estivo abbiamo fornito un servizio di supporto alla collettività", spiega un’attivista del CQCT Onlus Trigoria, quartiere di 16.000 abitanti con una sola farmacia. "L'unica farmacia esistente, ha chiuso per tre settimane e quindi ci siamo dovuti organizzare. In altre parole abbiamo raccolto le richieste dei nostri residenti e ci siamo messi a disposizione, anche due volte al giorno, per andare a comprare i farmaci nei quartieri limitrofi". Il disagio che si vive in zona, è oltremodo evidente. "Noi scenderemo in piazza, come finora abbiamo sempre fatto, con i vincitori del concorso che aspettano una firma per aprire la loro farmacia". A Trigoria e nella vicina Vallerano, si aspetta con trepidazione. E la pazienza sembra ormai essersi esaurita.

L'ATTESA - Anche se i cittadini attendono da tempo l'apertura delle nuove farmacie, "la Regione è soltanto da due mesi che sta procedendo nel relativo iter amministrativo" ha ricordato ad inizio agosto il  Presidente Nicola Zingaretti. E tuttavia il suo Ente, appena due settimane prima, aveva rilasciato una nota con cui si era "impegnato ad avviare entro la fine del mese le procedure di assegnazione delle nuove farmacie, così come definite dal percorso concorsuale". Il mese in questione era però quello di luglio.

LA CERTIFICAZIONE ANTIMAFIA - La vicenda si è ulteriormente complicata . “La Regione ha ritenuto opportuno richiedere un protocollo operativo con la Prefettura e gli organi investigativi,  per garantire che non vi sia nessuna infiltrazione nella assegnazione delle 274 sedi del Lazio di cui 119 nella sola Roma capitale. D’altronde – ha specificato il Governatore Zingaretti – parliamo di una concessione di un servizio pubblico importante che richiama ingenti investimenti e liquidità di denaro e questa amministrazione vuole garantire la piena trasparenza”. La richiesta, finalizzata all'ottenimento di una certificazione antimafia, non è però stata accolta dalla Prefettura di Roma. 

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RICHIESTA RESPINTA - “Oggetto del bando è la formazione di una graduatoria per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e delle sedi vacanti” ha spiegato il Viceprefetto Caporale. Questo significa che, vincere il concorso, non dà titolo all’esercizio dell’attività. Un titolo che, invece, viene conferito tramite un’autorizzazione comunale. Ed è pertanto soltanto in quella fase che  si potranno attivare le verifiche antimafia. La richiesta della Regione non è quindi stata accolta. Una notizia che è stata salutata con soddisfazione dal gruppo “Farmacisti concorrenti nel Lazio”.  “Chiederemo di firmare finalmente quelle determine che l’iter già concluso” ripetono, annunciando l'ennesima mobilitazione sotto la sede della Regione Lazio, in piazza Oderico da Pordenone, per giovedì 25 agosto.
 

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