Almaviva, Zingaretti prova a riaprire la vertenza e va dal Governo

Lo ha spiegato il governatore del Lazio nel corso dell'incontro di ieri con i sindacati. Si lavora anche ad un assegno di disoccupazione

Il flash mob di protesta dei dipendenti Almaviva in piazza Navona (ANSA/GIORGIO ONORATI)

Egregio Ministro Carlo Calenda,
apprendiamo che nella giornata di ieri, 12 Gennaio 2017, è stata rilasciata una sua dichiarazione a Radio Anch’io nella quale sottolineava ancora una volta il Suo non comprendere l’ atteggiamento della Rsu romana che non ha siglato l’accordo e dichiarando inoltre che le stesse non hanno richiesto 24 ore di tempo per portare a referendum dei lavoratori quanto scritto su quell’ intesa.
Quanto afferma NON corrisponde a verità!!
Quella notte abbiamo chiesto al Vice Ministro Bellanova di permetterci di andare a parlare con le persone che noi rappresentiamo. La risposta è stata una seconda lettura dell’ accordo e la firma immediata in quanto i termini della procedura erano scaduti.
Innanzitutto siamo noi a non riuscire a comprendere cosa sia accaduto in quelle “stanze segrete” e come abbiate potuto permettere la divisione di una vertenza aperta su due territori.
Un tema inserito in quella proroga, come Voi amate definirla, il Vice Ministro stessa aveva affermato nelle ore precedenti che non lo avrebbe MAI permesso riconoscendo i salari della maggior parte dei colleghi di Almaviva al limite della soglia di povertà; l’ altro tema, ovvero il controllo individuale delle prestazioni, è in discussione su altri tavoli, e voi ne siete ampiamente a conoscenza.
La nostra battaglia per la regolamentazione del settore di call center è partita da molto lontano e i vari Governi che si sono succeduti ci hanno sempre fatto grandi promesse ma mai le stesse si sono concretizzate.
Siamo noi che non comprendiamo come mai questo Governo che afferma di aver iniziato, per noi troppo tardi, ad applicare sanzioni e ad avviarsi ad un percorso di normalizzazione del settore, ha permesso di inserire quei due argomenti in quell’ intesa. Le crisi si gestiscono con gli ammortizzatori sociali che traghettano un momento complicato affinché le regole applicate portino i risultati auspicati. Sottolineiamo comunque che anche gli stessi ammortizzatori sociali sono già per loro natura penalizzanti a livello economico per i lavoratori.
Almaviva già nella scorsa primavera aveva avviato un percorso di ristrutturazione con l’ apertura delle procedure di licenziamento su Roma, Napoli e Palermo. Fu sottoscritto anche in quell’ occasione un accordo che doveva “prendere tempo”, bene dopo sette mesi ci siamo ritrovati nelle condizioni ben note a tutti.
Crediamo che il Governo non abbia svolto diligentemente il proprio dovere. Sempre meno spesso sentiamo parlare di Lavoro, sembra ormai essere un tema secondario sia nelle Istituzioni che nei Partiti politici.
In quelle ore dentro il MISE è stata nostra cura mettere a conoscenza il Vice Ministro che nei mesi di procedura abbiamo avuto molte difficoltà a fare intervenire gli organi preposti sulle storture che, le Aziende e nel nostro caso Almaviva, mettono in campo costantemente. Abbiamo presentato esposti alla DTL e al Ministero del Lavoro in merito ad assunzioni  da parte di Almaviva, durante le procedure di mobilità, di lavoratori somministrati nelle sedi non impattate dalle stesse; abbiamo denunciato la bieca volontà di Almaviva di creare esuberi strutturali sulle sedi dove sono impiegati lavoratori con maggiore anzianità lavorativa; abbiamo denunciato che mentre i lavoratori romani subivano il 45% di ammortizzatore sociale, nelle altre sedi si pianificavano straordinari strutturali. Abbiamo consegnato questi esposti nelle mani del Vice Ministro e ad oggi non abbiamo ottenuto risposte né da Lei né dagli organi competenti.
Forse a Lei, sig. Ministro, tutto questo insieme alla nostra richiesta di interlocuzione con i colleghi, non è proprio arrivato. Le assicuriamo che un Referendum ci avrebbe sollevato da un’ enorme responsabilità che ci siamo dovuti assumere in 13 RSU.
Non avremmo mai creduto che un Governo potesse permettere ad un’ Azienda di mettere i lavoratori sotto ricatto, riteniamo infatti surreale che un Governo che abbia davvero l’ intenzione di regolamentare il settore, abbia permesso invece una trattativa che va nella direzione opposta rispetto a quanto dichiarato di combattere.
Ora siamo a dirle un’ ultima cosa: questo Governo altro non ha fatto che metterei lavoratori uno contro l’ altro, fomentando odio nei confronti delle RSU che di fatto hanno solo provato a mantenere i salari attuali dei colleghi..ecco..questo l’ aiuterà a comprendere per quale motivo non abbiamo sottoscritto quell’ accordo sancendo di fatto anche il nostro licenziamento.
Ora Vi chiediamo di richiamare Almaviva alla responsabilità sociale da Lei tanto acclamata nelle dichiarazioni rilasciate e di tutelare tutti noi lavoratori che ad oggi siamo gli unici ad aver pagato le conseguenze di un immobilismo perpetrato negli anni, le scelte scellerate dell’ Azienda e la mancanza di regole vere nell’ intero settore.

Cordiali saluti
Ex rsu Almaviva Contact

Barbara Sbardella, Piero Coco, Massimiliano Montesi, Stefania Iaccarino, Pasquale Mazzitello, Norma Coccia, Fabio Taddei, Livia Bignozzi, Davide Mennuti, Sabrina Linzi.

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