Economia

Scuola: nel Lazio a rischio licenziamento 3.000 addetti alle Pulizie

L'allarme è delle rappresentanze sindacali di base, Rdb Cub. Il responsabile del settore precariato Congi: “I soldi basteranno fino ad aprile, poi scatteranno i licenziamenti”

Tremila addetti alle pulizie nelle scuole del Lazio rischiano di essere licenziati tra tre mesi. La denuncia è del sindacato di base Rdb - Cub che denuncia: “Sarà un vero e proprio massacro sociale, per questi lavoratori non sono previsti ammortizzatori sociali”.

Alla base dei possibili licenziamenti c'è il mancato rifinanziamento del mega appalto tra il Ministero della Pubblica Istruzione e i consorzi addetti alle pulizie. “Un appalto”, ci spiega il responsabile regionale del settore precariato, Giovanni Pio Congi, “che è stato voluto nel 2001 dall'allora premier D'Alema per trovare una soluzione al ricollocamento degli Lsu”.

Quell'appalto coinvolge circa 15.000 addetti alle pulizie in tutta Italia ed affida a 4 consorzi la gestione delle pulizie in molti istituti scolastici. Nel Lazio sono così impiegati circa 3.000 ex Lsu, la maggior parte dei quali nelle province di Rieti, Latina e Frosinone. Nella sola città di Roma i posti a rischio sono poco più di 250.

In sostanza quest'appalto nell'ultima finanziaria non è stato rifinanziato per intero. “L'appalto”, spiega Congi, “è stato prorogato e rifinanziato di anno in anno, ma con l'ultimo decreto anticrisi del governo, a fronte di un fabbisogno di 375 milioni di euro, sono stati impegnati solo 110 milioni di euro, meno di un terzo della somma necessaria ad assicurare il servizio per un anno. Con questi soldi si può andare avanti al massimo fino a marzo, aprile dopodiché scatteranno i licenziamenti”.

Tra i lavoratori che rischiano il posto ci sono soprattutto donne, di età media tra i 45 e i 50 anni che difficilmente sarebbero ricollocabili nel mondo del lavoro. Queste donne lavorano per 30-35 ore settimanali e guadagnano 700 euro netti al mese.

Soluzioni al momento all'orizzonte non se ne vedono, come conferma anche Congi: “Sappiamo che i quattro consorzi avevano in programma nei giorni scorsi due incontri con il ministero della pubblica istruzione, ma pare siano tutti saltati. Questi dipendenti non hanno ammortizzatori sociali, quindi in caso di licenziamenti non avranno cassa integrazione. Una soluzione possibile, paventata anche dal ministero del Lavoro, è quella di fare ricorso a degli ammortizzatori sociali in deroga”.
Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola: nel Lazio a rischio licenziamento 3.000 addetti alle Pulizie

RomaToday è in caricamento