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Acquario dell'Eur: slitta di un anno l'inaugurazione di "Mediterraneum"

L'annuncio a RomaToday è del presidente Domenico Ricciardi, Presidente "Acquario di Roma Expo" e ideatore del progetto: "Siamo costretti per via della crisi finanziaria, ma non molliamo. Si farà"

Un'opera pensata per dare ancora maggior pregio alla città e un'offerta turistica e commerciale ancora più vasta e d'eccellenza, attingendo solo ed escusivamente da casse private. Tutto questo è "Mediterraneum", il progetto di un grande e spettacolare acquario nella zona dell'Eur, a servizio dei cittadini e della vastissima platea di visitatori che quotidianamente fanno tappa nella città eterna. Prevista inizialmente per lo scorso gennaio, l'apertura della struttura slitta oggi di quasi un anno, a cavallo tra il 2013 e 2014. L''ingegner Domenico Ricciardi, Presidente "Acquario di Roma Expo" e ideatore del progetto, ci comunica l'annuncio e ci spiega perchè.

Ingegner Ricciardi, come mai questo ritardo per il completamento dei lavori? 

Siamo noi i primi a soffrire per questo ritardo ma siamo stati costretti a rimandare proprio per la crisi finanziaria e la difficile reperibilità dei fondi necessari. Un'impresa ardita come la nostra paga ovviamente le dure condizioni del mercato e delle imprese, in cui non c'è più liquidità ed è sempre più difficile rintracciare altre forme di finanziamento. Ma noi non molliamo e il progetto si farà. Assolutamente".

Quindi, quando pensate di poter inaugurare e definitivamente aprire la struttura?

Dovendo dare una data, possiamo dire che l'apertura dovrebbe avvenire a cavallo tra il 2013 e il 2014.

Parliamo dell'aspetto economico: la struttura è ufficialmente di proprietà del Comune di Roma e della società Eur S.p.A, ma il budget per la sua realizzazione è costituito interamente da fondi privati, senza attingere a denaro pubblico e senza gravare nelle tasche dei contribuenti. Dove avete trovato i fondi necessari?

La novità della nostra impresa è proprio questa. Un'opera pubblica, di interesse pubblico, fatta però di fondi privati. Sono numerose le associazioni, gli operatori del settore nonchè i singoli privati che si sono voluti unire all'iniziativa, sovvenzionado fino ad oggi 30 milioni di euro, impegnandosi a loro volta con le banche per una cifra di altri 40 milioni.

Le spese sono già tutte coperte o manca ancora qualche somma da coprire?

I lavori non sono ancora finiti proprio per la difficoltà che abbiamo nel coprire le ultime spese necessarie (il più è già stato fatto manca davvero poco per completare il progetto, ndr). Nel frattempo, però, c'è da dire che il parcheggio pubblico attiguo alla struttura, previsto anch'esso nello stesso progetto, non solo è stato completato ma è già attivo e funzionante. Uno spazio che accoglie 700 posti auto, funzionale sia per i futuri visitatori dell'acquario che, già oggi, per chi prende la metro nella vicinissima stazione dell'Eur.

Parliamo del progetto nel suo specifico: quando è nato e come lo avete pensato?

Il progetto è nato una decina di anni fa da un gruppo di privati che hanno pensato di raccogliere le forze (e i fondi) per colmare l'assenza nella città di Roma di strutture di interesse pubblico, culturale e turistico come, ad esempio, un acquario e una cittadella della scienza. In particolare, con questa iniziativa, si voleva riqualificare proprio il Mediterraneo con tutte le sue grandi ricchezze. Nel corso degli anni, il progetto ha sempre incrontato i pareri positivi di tutte le autorità politiche e amministrative competenti, prolungandosi solo per questioni legate alla burocrazia e alla raccolta dei fondi.

Abbiamo detto più volte che si tratta di un'opera di interesse pubblico. Quali sarebbero, in concreto, i vantaggi per il territorio ad avere una struttura di questo tipo?

I benefici sono tanti e di diversa natura. Prima di tutto quell'interesse tursitico - culturale di cui parlavamo prima. C'è da dire che tutte le più grandi capitali del mondo vantano delle strutte attrattive di questo tipo, valorizzare anche Roma di un'opera del genere costituirebbe sicuramente un ulteriore valore aggiunto. Il grande afflusso di turisti previsto si tradurrebbe poi ovviamente in un grande sostegno per il settore turisto e commerciale in generale, pensiamo ad esempio ai numerosi esercizi commerciali limitrofi (dai negozi di gadget a quelli per la ristorazione) che portrebbero sia maggior oppurtunità di lavoro che un aumento di clienti e consumatori italiani e stranieri.

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