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Insultati, bullizzati, picchiati. A Roma i lavoratori Lgbtq+ sono sempre più discriminati

Troppo spesso nella Capitale andare a lavoro diventa un’umiliazione quotidiana. E c’è anche chi è costretto a dimettersi o a nascondere la sua identità di genere. Le storie e i dati di un fenomeno in crescita (purtroppo)

Sessualità e identità di genere non dovrebbero condizionare la nostra vita lavorativa: essere gay, bisex, trans o fluidi non ha nulla a che vedere con la nostra professione né con le nostre mansioni, e non dovrebbe comportare alcuno svantaggio. Non è solo buonsenso: lo prescrive la legge. Eppure, a Roma e nel Lazio, troppo spesso accade il contrario.

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