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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Dossier Criminalità

Dopo 31 anni (e un'inchiesta di Dossier) sequestrata la sede abusiva dei neofascisti di Avanguardia nazionale

Avevamo raccontato lo scorso maggio la storia del locale dietro Cinecittà utilizzato fin dal 1991 da Stefano Delle Chiaie per le attività del movimento neofascista. Oggi il Campidoglio ha riacquisito l'immobile. All'interno un vero e proprio sancta sanctorum dell'organizzazione di estrema destra

In via Marco Dino Rossi, dietro Cinecittà, c’è il solito movimento di una mattina di novembre. Sono le nove e trenta, poca gente in giro, quasi tutti sono al lavoro. Un piccolo corteo di automobili della Polizia di Roma Capitale e del dipartimento patrimonio e politiche abitative, guidato dall’assessore Tobia Zevi, entra nella strada, passa sotto i portici, si ferma davanti ad una serranda chiusa. E’ il civico 37/a. Sulla cassetta delle lettere c’è il nome dell’associazione Il Punto. Un nome in apparenza banale, ma che nasconde uno dei misteri di Roma e d’Italia. 

Gli agenti rompono le serrature, alzano la saracinesca. Davanti non hanno un circolo qualsiasi, ma il quartier generale, per più di trent’anni, di Stefano Delle Chiaie, il fondatore e leader indiscusso dell’organizzazione Avanguardia nazionale. Alle pareti le immagini di Julio Valerio Borghese, l’ex comandante della X Mas a capo dei golpisti del 1970, morto a Cadice nel 1974. Poi l’immancabile Mussolini, con una bambina in braccio. Richiami al ventennio fascista, il manifesto della Lega nazional popolare, il partito che Delle Chiaie fondò all’inizio degli novanta, l’epoca scura delle stragi, dei depistaggi, delle trame nere e mafiose.

Dal 1991 Delle Chiaie operava qui, in un locale commerciale di proprietà del Comune di Roma. Prima con una concessione rilasciata dall’amministrazione del tempo, atto scaduto molti anni fa e mai rinnovato. Dunque abusivo. Dossier aveva ricostruito lo scorso maggio la storia della presenza dell’organizzazione neofascista e l’assessore capitolino Zevi lo aveva promesso: li cacceremo, ci riprendiamo quello spazio. Sono passati quattro mesi e l’impegno è stato mantenuto.

Due piani, centinaia di metri quadri, piccoli uffici divisi da pareti di metallo e vetro. Una scala di ferro porta al livello superiore, dove la sala dei convegni ha accolto, fino alla morte di Stefano Delle Chiaie, i convegni sotto la sigla “Comunità militante di Avanguardia”. Le sedie e le poltrone erano ancora ordinate, in fila, quasi in attesa del prossimo incontro. Qui, nel 2018, era intervenuto Mario Tuti, già all’epoca in semi libertà, in un incontro sulla creazione di gruppi d’area nelle zone rurali. Una vera fissazione per l’organizzazione, la realizzazione di vere e proprie comuni nere. E sempre qui, in un altro incontro dedicato alla globalizzazione, al pubblico - attento e composto anche da giovanissimi - veniva mostrato un documentario su Adolf Hitler. Attigua alla sala dei convegni c'è ancora oggi un grande studio televisivo, con decine di recorder professionali, luci, lo sfondo per il chroma key. In uno scaffale alcune cassette, con l'etichetta "Tele Gamma", emittente attiva in Calabria negli anni '90.

Materiale trovato all'interno della sede di Avanguardia nazionale

Lo stato dei luoghi è apparso subito una prova concreta che il sancta sanctorum della destra avanguardista è rimasto in uso anche in epoca recente. Una certa confusione, ma la pulizia interna mostra la presenza di militanti e dirigenti del movimento neofascista anche dopo la morte del fondatore, avvenuta nel 2019. Chi fossero i “padroni di casa” è apparsi subito chiaro, sulle pareti e negli scaffali appaiono in bella mostra bandiere di movimenti di ispirazione nazista e fascista, materiali di diverso tipo e una vasta biblioteca dedicata interamente alla letteratura d’area. Sui tavoli, in bella mostra, gli agenti della polizia di Roma Capitale hanno trovato anche dei tesserini plastificati, con l'intestazione "Avanguardia - comunità politica" e la data del 2017. Segno, dunque, del funzionamento dell'organizzazione, con questa denominazione, anche dopo lo scioglimento del 1973.

Già nel 2021 la Digos di Roma era entrata nei locali, acquisendo almeno una parte dell’archivio. Poi, però, nulla era accaduto, nonostante in Campidoglio, come abbiamo raccontato a maggio, la presenza del gruppo di Delle Chiaie nei locali fosse già nota. La pratica si è rimessa in moto pochi mesi dopo l’arrivo della nuova giunta a guida Gualtieri, dopo l’uscita dell’inchiesta su RomaToday. Ora i locali sono tornati nella piena disponibilità del dipartimento del patrimonio e - assicura l’assessore Zevi - verranno messi a disposizione della comunità, con un apposito bando. A fine mattinata gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti, avvisati dagli agenti della Polizia di Roma Capitale, e alla fine la Procura di Roma ha disposto il sequestro preventivo dei locali e del materiale presente. 

I neofascisti di Avanguardia nazionale abusivi da 30 anni nel locale del Comune di Roma

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