Venerdì, 23 Luglio 2021
Cultura

Maxxi: un museo da tutto esaurito

Si è ripetuta anche questo fine settimana l’apertura straordinaria del Maxxi. Nuova apertura al pubblico dunque di sabato e domenica, per accontentare coloro che la scorsa volta alla richiesta di prenotazione si erano visti recapitare il messaggio automatico: “tutto esaurito”

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“Siamo a Roma?” Questo ti domandi non appena varchi la soglia del MaXXI, lo spettacolare Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo. Il progetto di Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale, sarà inaugurato ufficialmente solo nel 2010. La riapertura di sabato e domenica è stata del tutto straordinaria, per accontentare i visitatori che, il fine settimana passato, si sono visti recapitare in automatico, alla richiesta di prenotazione, la risposta: tutto esaurito.

Bambini, ragazzi, adulti, anziani, disabili e neonati tutti in fila
per ammirare questa rara meraviglia: un Museo Vuoto, che non ha bisogno di ospitare esposizioni, per fare il pieno. Una struttura in cemento, dalla superficie di  27 mila mq che ben si integra con il complesso urbanistico nel quale è inserito ( il quartiere Flaminio)  e offre un nuovo spazio urbano aperto e articolato. All’interno una grande hall, rigorosamente bianca, funge da snodo per i servizi di accoglienza, caffetteria e bookshop, gallerie, auditorium e spazi espositivi.

A rapire l’interesse del visitatore sono però le scale volanti nere, illuminate, che s’intrecciano e ti trascinano verso gli altri due livelli del complesso museale. Vetro, acciaio, legno e cemento si sposano come le note di uno spartito. Le enormi vetrate portano Roma dentro le stanze e il movimento delle lame orientabili  e delle tende oscuranti controlla l’ingresso e la quantità della luce naturale.

Si sta perennemente con la testa verso l’alto ad osservare le travi della copertura, lungo le quali sono inseriti dei binari dove è possibile agganciare pannelli per variare gli allestimenti delle mostre. E’ facile immaginare i quadri appesi e colorati pronti a riempire quegli spazi vuoti. Il MaXXi è un doppio Museo costituito dalla parte arte e da quella architettura. Ad oggi fanno parte della collezione del primo oltre 300 opere, tra cui quelle di Boetti, Clemente, Kapoor, Kentridge, Merz, Penone, Pintaldi, Richter, Warhol. Del MaXXI architettura fanno parte gli archivi dei disegni dei maestri del Novecento come Carlo Scarpa, Pierluigi Nervi, Aldo Rossi e opere e progetti di architetti contemporanei come Toyo Ito, Giancarlo De Carlo, Italo Rota e una collezione di fotografia di autori tra cui Basilico, Barbieri, Jodice e Guidi.

Insomma uno spazio dove la cultura può appagare ogni sua necessità, magari davanti a una tazza di caffè con i piedi nel futuro e lo sguardo sulla città eterna.

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