Cultura

A tu per tu con Raiz: “Io e la musica mediterranea”

Grande successo lo scorso 11 febbraio al Rising Love per il cantante partenopeo. Tra vecchi e nuovi progetto ci siamo fatti raccontare da lui a che punto è la sua carriera

Raiz cambia strada e sceglie la musica immaginaria del Mediterraneo, abbracciando un nuovo progetto musicale che lo vede come voce del gruppo barese Radicanto. In questa nuova fase Raiz trova ispirazione dalle atmosfere mediorientali e nordafricane ed il suo concerto è un susseguirsi di melodie etniche che appassionano il pubblico del Rising Love, dove Raiz e i Radicanto si sono esibiti giovedì 11 febbraio.

A fine concerto abbiamo incontrato Raiz chiedendogli innanzi tutto perchè ha lasciato gli Almamegretta. “Decisi di separarmi – spiega- per cercare altre cose che non avrebbero trovato cittadinanza in quella band. Volevo intraprendere un percorso di sperimentazione della musica mediterranea, iniziare una ricerca a tutto tondo della musica napoletana con influenze orientali nord africane ed è così che ho incontrato i Radicanto, esperti e appassionati di musica mediterranea”.
E’ da questa esigenza che il nuovo progetto musicale “Musica immaginaria Mediterranea”.

Perché immaginaria? “Perché - precisa Raiz- non c’è una musica comune mediterranea ognuna ha la sua tradizione però si assomigliano. C’è una sensibilità comune che noi cerchiamo di esaltare nei nostri concerti, dove ci è capitato di avere un pubblico che si sente a casa anche se non capisce la lingua”.

Qual è il messaggio che intendete dare? “Vorremmo che il Mediterraneo- prosegue Raiz- una terra attraversata da conflitti fosse considerata una macroregione culturale abbastanza omogenea e secondo noi la musica può essere un piccolo passo per dire che se andiamo d’accordo sul pentagramma forse potremmo farlo nella vita di tutti giorni. Vorremmo che si guardassero più le similitudini delle diverse e vediamo la musica come collante di tutto ciò”.

Napoli rimane dunque più marginale? “Napoli è il centro esatto del mediterraneo”, precisa Raiz, ha preso un po’ da tutti e forzando un po’ le cose la faccio stare al centro di tutto e mi diverto a cantare come un cantante mediorientale in napoletano’. Raiz, in questo nuovo progetto musicale, infatti, arrangia la canzone napoletana come una cantiga sefardita o canta un tradizionale mediorientale come potrebbe fare Sergio Bruni.

Il progetto ‘Musica immaginaria mediterranea’
cerca di mettere in risalto tutte le cose in cui le differenti culture musicali del mediterraneo si assomigliano – “immaginando” appunto una musica unica e panregionale - portando indirettamente così anche un messaggio di pace e mutuo riconoscimento e rispetto in una parte di mondo ancora purtroppo attraversata da dolorosi conflitti.

Il risultato, è stato un live inedito di un’ora e trenta minuti in un locale come il Rising Love dove l’atmosfera partenopea è sempre la benvenuta.
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