Lunedì, 26 Luglio 2021
Festival Internazionale Film

Festival del Film: il Marc'Aurelio d'oro al danese Brotherhood

Unanimi i consensi per la pellicola di Nicolò Donato. Soddisfazioni anche per l'Italia. Il Gran premio della giuria è infatti per il film di Giorgio Diritti sulla strage di Marzabotto. Miglior attore Castellitto

E'

stato un riconoscimento che ha messo d’accordo tutti, esperti di  cinema,  rappresentanti istituzionali e l’associazionismo gay: "Brotherhood" ha vinto la quarta edizione del Festival internazionale del Film di Roma. Ieri sera si è consumata la cerimonia conclusiva del grande evento che, con le sue 600 mila presenze registrate, ha dato nuovamente ragione al direttore artistico, Piera Detassis, e al presidente della “Fondazione Cinema per Roma”, Luigi Rondi. 

“Roma si conferma patria del cinema italiano – ha dichiarato il sindaco della città Gianni Alemanno - Il cinema e' una storia, una stradizione, ci sono 4700 imprese che lavorano nell'audiovisivo. Quindi  non possiamo rinunciare a questa iniziativa”. E’ stato un festival che ha fatto vincere la tolleranza e la lotta alla discriminazione in un periodo storico in cui l’odio verso il diverso ha raggiunto picchi inimmaginabili.

Il Marc’Aurelio d’oro come miglior film in concorso è andato, infatti, ad una pellicola che narra la storia d'amore gay tra due militanti neonazisti, diretta dal regista italodanese Nicolo Donato.  "Sono felice e sorpreso non me l'aspettavo proprio, stavo già per preparare le mie cose e ripartire – ha dichiarato Donato - Non ho timori delle ripercussioni neonaziste perché ho raccontato solo una storia d'amore, ma quando giravamo avevo paura, avevamo tutti molta paura perché le location erano nei loro territori".

La kermesse ha dichiarato vincitrice anche l’Italia con una serie di riconoscimenti che hanno inorgoglito casa nostra. "L'uomo che verrà" il film sulla strage di Marzabotto di Giorgio Diritti, ha ottenuto, infatti, due importanti riconoscimenti: il Gran premio della Giuria e il premio assegnato dal pubblico (attraverso un sistema di votazione all'uscita dalle sale).

Il Marc'Aurelio d'argento per il migliore attore è andato a Sergio Castellitto, padre, pugile e allenatore di figlio pugile in "Alza la testa" di Alessandro Angelini. "Grazie del dono di questo premio in questa rassegna d'amore per il cinema, nella mia città dal mio pubblico – ha dichiarato Castellitto -   Grazie ad Angelini che ha fatto un film coraggioso. Lo dedico al cinema italiano, al suo glorioso passato, al suo difficile presente e siccome sono un ottimista al suo magnifico futuro. E voglio pagare un pegno. Sono stato spesso paragonato indegnamente a Marcello Mastroianni. Lo dedico a Marcello nella maniera che tutti lo saluteremmo: Ciao Marcè ".

L'attrice più brava, invece, è risultata Helen Mirren, premiata da Gabriele Muccino, protagonista femminile di "Tha Last Station" di Michael Hoffman che durante la premiazione ha ricordato tutte le colleghe italiane che l'hanno ispirata. "Non mi sono innamorata del cinema fino a quando non ho visto L'avventura di Michelangelo Antonioni, con la sublime Monica Vitti - ha detto la premiata - Ed e' nel nome di Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli, Gina Lollobrigida, Sofia Loren e Anna Magnani che accetto questo splendido premio”.

Per la sezione documentari e ragazzi, invece, la giuria presieduta da Folco Quilici ha decretato vincitore il video-verità "Sons of cuba" di Andrew Lang, storia centrata sui baby-pugili dell'isola caraibica. Menzione speciale è andata, inoltre, a "Severe clear" di Kristian Fraga, ovvero l'Iraq visto con gli occhi di un marine.

Due i premi della sezione Alice nella città andati a "Last ride" di Glendyn Ivin (assegnato dagli spettatori sotto i 12 anni) e a "Winter in wartime" di Martin Koolhoven (sopra i 12 anni). La menzione speciale di questa sezione, invece, è andata a "Vegas" di Gunnar Vikene.  La cerimonia conclusiva del Festival  ha avuto Vanessa Incontrada come madrina ma la vera regina della serata è stata Meryl Streep, il cui film "Julie & Julia" ha chiuso ufficialmente la kermesse. È salita sul palco sulle note di “Mamma Mia”, con una sala animata e in delirio, mentre le immagini più significative della sua carriera scorrevano sul grande schermo; su tacchi vertiginosi, accennando qualche passo di danza, la diva senza età ha provato anche a parlare in italiano prima di ritirae il premio alla carriera consegnatole da Giuseppe Tornatore.

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