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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cultura Garbatella / Via Girolamo Benzoni

Festival dell'architettura di Roma: Ostiense diventa un quartiere-laboratorio

Da via del Commercio a via Benzoni, installazioni di architetti italiani e stranieri in mostra fino al 19 giugno

Una scatola di mura da cui osservare una porzione del cielo, una piazza di coni di metallo, un nascondiglio per tutti gli esseri viventi, un periscopio che svetta. Sono queste alcune delle installazioni posizionate tra le strade di Ostiense, diventato quartiere-laboratorio durante la nove giorni di FAR, Il Festival dell’Architettura di Roma – ideato e organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma e provincia. L'evento ha il patrocinio del Comune e della città metropolitana di Roma, della Regione Lazio, delle università Roma Tre e Sapienza del Coni e del Comitato Italiano Paralimpico. In via del Commercio, piazza del Gazometro e via Benzoni, cinque opere a disposizione di tutti che resteranno esposte anche dopo la fine del Festival. 

Le opere esposte in quartiere

In via del Commercio, Oasi dei golosi-Lomonot: sette coni che avvolgono uno scheletro metallico, contrappunto del Gazometro di Ostiense. Il risultato è un’isola nella quale sedersi per un pic-nic: un’oasi urbana per tutti i golosi. Hanno lavorato a questa opera Sabrina Morreale e Lorenzo Perri, architetti, docenti e founding partners di Lemonot – una piattaforma aperta che combina pratiche spaziali e relazionali. Lemonot opera tra architettura e arti performative, intese come strumenti per destare, innescare e celebrare le forme di teatralità insite nel quotidiano. 

In piazza del Gazometro, invece, c'è Skyframe: un’installazione site-specific pensata come un punto di riferimento urbano, capace di attivare nuove modalità di fruizione dello spazio pubblico. Attraverso quattro portali si accede in uno spazio intimo e compresso che spinge ad alzare lo sguardo verso l’alto e ammirare il cielo di Roma. SET Architects è uno studio di architettura e progettazione urbana con sede a Roma e Londra, diretto da Onorato di Manno e Andrea Tanci. Lo studio ha vinto diversi premi (Young Italian Architect 2018) e concorsi di progettazione (Polo Scolastico di Sassa, Memoriale della Shoah di Bologna) ed è costantemente invitato a prendere parte a lecture, workshop ed eventi (MAXXI – Obiettivo Architettura, Tallin Architecture Biennale). 

All'interno del Giardino Antonio Pisino si può ammirare l'opera 'Oplà Isia': un progetto sperimentale nato in seno alla didattica ISIA, dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche. Affronta la tematica dei terreni di gioco, con l’obiettivo di riqualificare i luoghi e favorire l’interazione intergenerazionale; prevede una fruizione analogica e una digitale tramite la realtà aumentata. ISIA Roma Design è la prima scuola sul Design in Italia; fondata nel ‘73 da Argan sulla scia della Bauhaus e dalla Scuola di Ulm, individua nella progettazione il momento essenziale della didattica; ha ricevuto 2 Compassi d’Oro, 9 Targhe Giovani ADI, 1 Francobollo delle Poste Italiane e altri 230 premi. 

E ancora al civico 15 di via Benzoni, il padiglione OO — Ostiense Osservatorio — esplora il paesaggio urbano sfruttando il principio del periscopio. È un dispositivo che supera le barriere fisiche e suggerisce nuove prospettive visuali. Con la sua forma archetipa dal colore intenso attrae l’attenzione e diventa l’opportunità per uno sguardo inedito di riflessione sugli spazi della città contemporanea. Caratterizzato da una grande sperimentazione, lo studio Anna Merci Architecture ha sviluppato negli anni un approccio distintivo e un’inconfondibile sensibilità materica, guidato dalla convinzione che la progettazione architettonica sia un mezzo fondamentale per confrontarsi con i fenomeni ambientali, politici e sociali. 

Al civico 43 di via Benzoni, l’installazione di Takk è uno spazio per la produzione architettonica incentrato sullo sviluppo di pratiche materiche nell’intersezione tra natura, cultura, tecnologia e politica, con particolare attenzione alle sfide sollevate dall’età dell’Antropocene. Guidato da Mireia Luzárraga e Alejandro Muiño di Barcellona e Madrid, Takk unisce le sue attività professionali con attività di ricerca e accademica.

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