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L’importante è vincere senza partecipare al Teatro de' Servi

La commedia, scritta da Lillo Petrolo (Lillo di Lillo&Greg), sarà in scena fino al 8 marzo. Sul palco del teatro di via del Mortaro Federica Cifola e Paola Minaccioni e tante voci fuori campo

Dal 17 febbraio fino all’8 marzo approda al Teatro dè Servi “L’importante è vincere senza partecipare”, una divertente, ironica e cinica commedia firmata e diretta da Lillo Petrolo (inseparabile partner di Greg), che percorre in chiave umoristica alcuni meccanismi innescati dal bisogno di sentirsi, nella vita, vincenti a tutti i costi.
 
Paola (Minaccioni), sposata e impantanata in problemi familiari, e Federica (Cifola), single che non riesce a farsi strada nel lavoro e che non trova l’anima gemella, sono due donne apparentemente diverse per carattere e stile di vita, ma in realtà con problematiche e nevrosi molto simili.

Le due protagoniste decidono di provare a superare i propri problemi e accettano di sottoporsi alla nuova terapia psicoanalitica.  di una luminare della psicoanalisi di Los Angeles, la professoressa Gardin, che ha inventato un gioco da tavolo a scopo terapeutico, “The Game”, che sta spopolando in America, una sorta di gioco dell’oca in cui si mette in gioco la propria vita. In una  curiosa scenografia che rappresenta un’enorme plancia le due donne si muovono come fossero pedine.

C’è chi entra sulla casella “telefono” e deve telefonare all’istante a qualcuno con cui si ha necessità di chiarire qualcosa e “chiarirla” all’istante, oppure, chi entra nella casella “verità” e deve indossare un anello dalla pietra cangiante e rispondere a domande precise dicendo la verità perché se mente, l’anello assumerà un colore specifico e dovrà tornare indietro. Attraverso la casella “test”, l’avversario sottoporrà il giocatore ad un test al vetriolo. Insomma, tutti gli elementi che solitamente incatenano la nostra vita in questo gioco vengono affrontati e risolti se si vuole arrivare al traguardo.

Ma, attenzione, solo chi arriva per primo può accedere alla diagnosi di “Al”, il computer centrale, che darà il suo responso a seconda di come la vincitrice ha giocato. Il gioco tirerà fuori il peggio e il meglio di loro con il risultato che non cambierà niente ma finalmente le nostre due buffe, tenere ed esilaranti protagoniste di una serie di gaffe e gags si saranno tanto divertite.

“Anche se in scena vedremo sempre Federica e Paola, sentiremo le voci di tanti personaggi facenti parte della vita delle due - spiega Lillo - e soprattutto quella di un misterioso vicino che si rivelerà, alla fine, un elemento importante della terapia”. “Ho cercato, come già faccio quando lavoro con Greg – prosegue - di affrontare tematiche reali in cui tutti si possono identificare ma in modo estremamente surreale”. “È una comicità più “di situazione” che “di battuta”. Credo che quando si ride per una situazione assurda in cui si trovano i protagonisti di una storia, il divertimento sia più viscerale e sanguigno. Per fare questo – conclude - è importante che gli attori in scena abbiano una certa fisicità e Paola e Federica ne hanno da vendere!”.
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