Giovedì, 29 Luglio 2021
Cultura

Comici in gabbia al teatro de Servi da 10 al 29 marzo

Tra musica e battute, risate e rivelazioni, il vero volto dell’attore comico svelato dalla commedia scritta da Giuliano Rinaldi e Stefano Fabrizi e in cui i comici recitano in una gabbia

Al Teatro de’ Servi da domani arriva COMICI IN GABBIA, commedia scritta da Giuliano Rinaldi e Stefano Fabrizi, che ne firma anche la regia . La pièce si svolge all’interno di una gabbia gigantesca dove non ci sono animali, ma una particolare specie vivente in via d’estinzione: i “Comici”.

Cosa si nasconde dietro la maschera del comico? Un burlone? Uno sempre desideroso di piacere agli altri? Lo spiritoso dell’ultimo banco? Grandi pensatori in realtà hanno sempre detto che dietro questa figura si nasconde una persona triste, solitaria, pessimista che ha nel proprio passato una serie di esperienze traumatiche.

Ci troviamo nel reparto speciale di un carcere dove sono reclusi comici, guitti e millantatori vari; la loro semi-infermità mentale li ha portati tutti a trasgredire la legge senza neanche avere coscienza delle proprie azioni e lì, con delle imbarazzanti terapie psicologiche di gruppo, si tenta di recuperarli in previsione di un loro reinserimento sociale.

Il settore “comici” del carcere però è duro come tutti gli altri: la convivenza è difficile, mancano gli affetti familiari e fioccano episodi crudi e abusi di potere. A questo punto accade un colpo di scena: uno dei protagonisti decide di porre fine a questa situazione con un gesto estremo che sovvertirà improvvisamente le sorti della storia.

“Il carcere diventa metafora di una condizione umana, quella legata all’introspezione e all’isolamento, potenziali creatori di follia” – racconta il regista Stefano Fabrizi - “Quante volte nella solitudine alcuni problemi ci sembrano insormontabili?

In certi casi solo parlare con qualcuno ci fa sentire a nostro agio per il semplice fatto di provare in due le stesse difficoltà. La socializzazione, il contatto umano ci allontanano dalle patologie, quelle che impediscono una vita normale ma che sono necessarie all’artista per poter esprimersi e dare allo spettatore la sua visione folle e magica della realtà”.

Come vincere dunque tutte le follie e riuscire a salvare quelle buone, quelle di cui l’artista necessita? Lo si scopre nei 90 minuti della commedia, dove tra ironia, dolci melodie e testi duri lo spettatore verrà inondato anche da un mare di risate.
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