Cultura Ostia

"Arte e Memoria": fino al 15 marzo una rassegna d'arte ad Ostia antica

Giunta alla V edizione la rassegna "Arte e Memoria" alla Sinagoga di Ostia antica è “un caso unico, eccezionale, in cui la contemporaneità si rivolge in maniera intima alle rovine antiche"

L'idea è nata a Stommeln, a due passi da Colonia. Nella sinagoga sopravvissuta al nazismo ogni anno, dal 1990, un artista è invitato a creare un lavoro originale, pensato per il luogo. L’Arte e la Memoria. Ad Ostia Antica, dove si trova la più antica sinagoga d’Occidente, hanno pensato di fare lo stesso. Invitare una serie di autori a realizzare delle opere concepite per quell’ambiente e la sua storia. La rassegna “Arte e Memoria” (25 gennaio-15 marzo, in contemporanea con la Giornata che ricorda le vittime dell’Olocausto) è nata proprio così, nel 2002, per fare dialogare antico e moderno, perché un luogo di culto divenisse luogo di cultura.

L’appuntamento è giunto quest’anno alla sua quinta edizione, grazie agli sforzi congiunti di Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza dei Beni Archeologici di Ostia, regione, provincia, XIII municipio e soprattutto della Fondazione Volume, responsabile dell’organizzazione. Angelo Pellegrino, direttore del Parco di Ostia Antica, racconta perché ha accettato questa contaminazione artistica: “E’ un caso unico, eccezionale, in cui la contemporaneità si rivolge in maniera intima alle rovine antiche. Per noi archeologi è un modo per dare al parco un significato etico, civile”.

Adachiara Zevi, curatrice della mostra, spiega la filosofia della manifestazione: “Volevamo evitare che il ricordo fosse solo un rito commemorativo. Così abbiamo dato agli artisti la possibilità di concepire opere in osmosi con il luogo che le accoglie, anche se distinte formalmente dal contesto”. Poi narra la fatica affrontata dagli autori: “E’ un processo che si dispiega in un tempo piuttosto lungo. Gli artisti visitano la sinagoga, scelgono lo spazio, prima di ideare il loro progetto. Alcune realizzazioni vengono lasciate in dono”. E’ il caso di Sol LeWitt e Gal Weinstein, che hanno consegnato in eredità i loro lavori della prima edizione, o del portoghese Pedro Cabrata Reis, che ha donato alla sinagoga la propria opera del 2005 (seconda edizione).

Quest’anno gli artisti invitati sono quattro: Marco Bagnoli, il francese Daniel Buren, Gianni Caravaggio, e la più importante scultrice spagnola, Susana Solano. Susana racconta come ha concepito la sua “Letanias del recuerdo”: “Quando sono venuta ad Ostia pioveva. L’acqua che si era accumulata tra i ciotoli bianchi del decumano mi ha ispirato. Ho inciso una lastra di marmo con solchi identici a quelli del vicino pozzo antico”. Bagnoli ha costruito una scala in ferro che si innalza dal rudere di una colonna. Sui montanti sono incisi, in ebraico, i 72 nomi degli angeli biblici. Buren ha ripreso il suo motivo ricorrente, l’alternanza di forme bianche e colorate. Gianni Caravaggio spiega i principi che lo hanno guidato, in perfetta sintonia con lo spirito della manifestazione: “Ho relazionato l’idea dell’origine con questo luogo antico, per testimoniare che la memoria ha un futuro”.

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