Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Centro Storico / Piazza del Colosseo

Colosseo: nuove polemiche sulla sicurezza, ma nessuna decisione

Sulla sicurezza del Colosseo divampano nuove polemiche, prima tra tutte l'ipotesi di recintarlo. Intanto Alemanno chiede aiuto al Mibac

Dai fondi alla sicurezza: si sposta il fronte della polemica sul restauro del Colosseo che, giorno dopo giorno non smette di far discutere.

Solo di qualche giorno fa è la tensione tra Alemanno e la Soprintendente Barbera accusata dal sindaco di creare allarmismo sulla sicurezza del monumento e ancora la giornata di ieri è trascorsa tra i rimpalli di accuse, rassicurazioni e, tante, preoccupazioni. Intanto, Alemanno ha richiamato in causa il ministro Ornaghi per discutere della cosiddetta “zona rossa”, l'area entro la quale il monumento potrebbe essere recitato, appunto, in nome della sicurezza. Qui però si gioca un altro scontro, perché molti la recinzione non la vogliono.

La palla passa al Mibac che dovrà coordinare un tavolo sulle misure più idonee per proteggere i turisti e i residenti dalla caduta di pezzi di travertino.

Proprio sulla caduta di frammenti è intervenuto il Soprintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale Umberto Broccoli che, dopo la denuncia di un quotidiano che parla di pezzi di tufo caduti dall'Anfiteatro Flavio, ha dichiarato all'Ansa che i due pezzi di tufo, grandi quanto una mano e ritrovati ai piedi del Colosseo dalla parte del Celio "non mi sembrano dovuti a crolli”.

Secondo Broccoli "la presenza di quei frammenti sarebbe dovuto al cantiere, al fatto che quella parte è frequentatissima e trafficatissima e quindi non è strano trovare quel tipo di frammenti". Magari caduti da un camion o altro mezzo utilizzato per il cantiere. Tra l'altro, si tratterebbe di pezzi di tufo che non sono simili al materiale che sovrasta il Colosseo. Sembrerebbero, invece, "identici a un grande blocco di tufo che si trova vicino alla zona del ritrovamento". "Un cantiere - ha aggiunto Broccoli - non può essere pulito e asettico e bisogna superare il clima ansiogeno che si è creato: tuttavia, bisogna dare subito esecuzione ai restauri che attendono ormai da due anni".

Sull'ingresso del Mibac nella vicenda non è d'accordo il responsabile cultura Pd Orfini perché, a suo avviso, si scavalcherebbero le competenza della soprintendenza: “E' incomprensibile e gravissimo che un sindaco del tutto privo di competenze in campo archeologico ed un ministro che si è distinto per essere l'unico non tecnico di questo governo e per l'inefficienza e l'inefficacia del suo operato, possano accordarsi per scavalcare le competenze di un soprintendente archeologo, attuando un sostanziale (ma non formale) commissariamento".

Matteo Orfini sottolinea: "Le decisioni del soprintendente dell'area archeologica di Roma a proposito della necessità di stabilire un'area di sicurezza attorno al Colosseo, allo scopo di prevenire gli effetti dei distacchi di materiali dal monumento, sono il risultato di un tavolo tecnico (al quale hanno partecipato gli organismi statali e comunali) e di pareri di terze parti". Ora, prosegue Orfini, "Alemanno, per ragioni del tutto estranee alla sicurezza del Colosseo, decide di sorvolare sulle decisioni già prese dai suoi stessi uffici e si appella al ministro. Il Mibac è un ministero tecnico che deve decidere sulla base di competenze tecniche e per questo indipendenti, sopra le parti e sopra gli interessi contingenti. L'intrusione di Alemanno e di Ornaghi - che dovrebbero piuttosto occuparsi di sveltire le procedure per l'avvio dei lavori del restauro del monumento, di trovare fondi per la cultura e di rimpinguare le fila esauste dei tecnici dentro il ministero e dentro il Comune - è inaccettabile".

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