Cronaca

Zètema e il concorso da 18 posti: è polemica ancora prima delle selezioni

La prossima settimana iniziano le prove. Alcuni partecipanti però sollevano polemiche per il bando. Zètema intanto ha incassato 62mila euro

Il 25 e 26 ottobre seimila persone dovrebbero presentarsi alla prima prova di selezione per 18 posti a tempo indeterminato "messi in palio" da Zètema, la società partecipata al 100 per cento dal Comune di Roma che si occupa del settore Cultura di Roma Capitale, dalla gestione dei musei ai sevizi turistici e culturali.

Le selezioni non sono ancora iniziate e già sta montando la polemica. Lidia S., una fra le migliaia che hanno fatto domanda di partecipazione, ha spiegato a RomaToday il perché delle proteste.

IL BANDO (E IL PRECEDENTE) - Il 13 luglio viene pubblicato il bando, rivolto a chiunque sia in possesso almeno di un diploma di scuola media inferiore o superiore. Si tratta di un concorso a punti, nel quale però a contare sono soprattutto gli anni di esperienza maturata in contesti lavorativi analoghi a Zètema. Un po' come già accaduto nel 2011, quando fu indetto un concorso che, a giudizio di molti, aveva tutta l'aria di essere tagliato su misura per chi in Zètema già lavorava da parecchio tempo. Ai fini del punteggio, infatti, avere una o più lauree, master e formazione post-universitaria, non garantisce il raggiungimento del minimo richiesto, ossia 24 punti su 40. Un diploma vale 6 punti, una laurea specialista ne vale 10, un master 4. Ma per ogni mese lavorato per Zètema (o simili) si contano 0.5 punti fino a un massimo di 24.

MA QUALI SONO DAVVERO I REQUISITI MINIMI? - "Questi 24 punti non sono però aggiuntivi al punteggio ricavato dalle prove - spiega Lidia - Sono determinanti all'accesso al secondo step del concorso. Il che equivale a dire: se non sei laureato, con master o altri diplomi a seguito, se non hai almeno lavorato 16 mesi in Zètema o in postazioni affini non hai diritto all'accesso al secondo step, al di là del superamento della prova precedente". Per di più, come si legge nel bando, per alcuni dei profili richiesti "coloro che hanno già prestato attività lavorativa presso Zètema Progetto Cultura s.r.l. in mansione analoghe a quelle del profilo per cui intendono concorrere, per almeno 180 giorni contrattuali, se lo richiederanno potranno essere esonerati dallo svolgimento della preselezione per concorrere rispetto al profilo di pertinenza, in applicazione dell'accordo sindacale aziendale del 07/06/2012". Per chiedere l'esonero basta presentare un'autocertificazione. 

ZÈTEMA E LA "AUTOVALUTAZIONE" - Al bando hanno risposto in seimila, pagando una tassa di partecipazione di 10,33 euro a testa. Nelle tasche di Zètema sono finiti così 62mila euro. La prossima settimana ci sarà quindi la prima prova preselettiva a base di quiz di cultura generale, logica, inglese, informatica. Il tenore delle domande varia da "Su quale mare si affaccia Bari?" a "Qual è l'acronimo di ROM?". In molti si chiedono però perché partecipare alla preselezione se tanto i requisiti minimi non sono più solo la licenza media e superiore. Diverse persone hanno posto questo  quesito contattando direttamente Zètema via email. La risposta? "Poiché la selezione si articola in fasi - si legge in un'email inviata da Zètema - l'avviso ha previsto di non ammettere alla successiva fase dell'esame o del colloquio i candidati che non raggiungono la 'sufficienza' nel punteggio per titoli. Si tratta di una modalità chiara e trasparente di selezione, predeterminata nell'avviso proprio per consentire in via preliminare ai candidati una loro 'autovalutazione' e, allo stesso tempo, ridurre i costi e i tempi delle successive prove". Quindi "la possibilità di conoscere anticipatamente le effettive possibilità di superamento della selezione, è quello che Zetema ha inteso garantire mediante le suddette previsioni rese note con la pubblicazione dell'avviso stesso".

UN CONCORSO FINTO? - "Se si trattasse di un prodotto in vendita si chiamerebbe 'pubblicità ingannevole' - risponde Lidia - Di solito i punteggi su titoli formativi in più e i titoli di lavoro sono degli extra aggiunti ai punteggi che uno ha ottenuto svolgendo le prove  e non si trova motivo per cui i requisiti minimi (falsi) vengano messi a chiare lettere sotto i singoli paragrafi descrittivi mentre una cosa così importante e che di fatto è un requisito minimo (ossia l'esperienza lavorativa) venga omesso e ripreso molto più avanti nel bando quando si parla di titoli aggiuntivi, senza nemmeno un minimo di enfasi". Come già nel 2011, la protesta ha scelto la rete per far sentire la propria voce. Dalla pagina ufficiale di Zètema su Facebook, il dibattito si è spostato su un gruppo creato ad hoc, chiamato "Contro Zètema e il concorso truffa". 

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