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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca

Zaynab Dosso, la campionessa azzurra denuncia: "Insulti razzisti in strada, la gente rideva"

Dosso, 23 anni, ha denunciato su Instagram di essere stata aggredita verbalmente da una donna durante una serata trascorsa in città con alcuni amici

Nei giorni in cui in tutta Italia si discute dello sfogo della campionessa della nazionale di pallavolo Paola Egonu, a Roma un’altra atleta azzurra, la velocista Zaynab Dosso, vincitrice di un bronzo nella staffetta 4×100 agli ultimi Europei di Monaco, ha denunciato di essere stata vittima di un’aggressione verbale a sfondo razzista in strada.

Dosso, 23 anni, è nata in Costa d’Avorio, da oltre un decennio vive in Italia e ha acquisito la cittadinanza nel 2016. Recentemente si è trasferita in una nuova casa in zona Roma Nord, ed è stata lei stessa a raccontare su Instagram quando accaduto durante una serata di festeggiamenti: era in compagnia di amici quando, in un bar, è stata avvicinata da una donna che le ha chiesto delle monete. Al diniego, ha denunciato l’atleta detentrice del record nazionale della sua specialità, la donna l’ha apostrofata con un “p….a straniera” pronunciato a mezza voce.

“Le ho chieste di ripetere se ne aveva il coraggio e lei ha detto ad alta voce ‘p…a straniera tornate al tuo Paese'. Non sono scioccata perché mi ha dato della p….a o per il fatto che mi dicesse di tornarmene nel mio Paese - ha scritto Dosso in una storia condivisa su Instagram - ma che tutti quelli intorno a noi erano in silenzio e alcuni addirittura ridevano”.

La campionessa azzurra era in compagnia dell’amica e collega velocista Johanelis Herrera Abreu, “che è scoppiata a piangere per la situazione. Non mi sento tutelata”, ha sottolineato ancora Dosso, aggiungendo che “ora come ora ho paura a uscire, ma non perché qualcuno possa farmi un atto discriminatorio, per l’indifferenza della gente”.

Intervistata poi dalla Stampa, Dosso ha rivelato di essere stata oggetto di un’altra aggressione che ha convolto anche la sorella: “Ci hanno tirato un sasso. Non per prenderci, ma per spaventare. Ma non ho voluto credere che fosse mirato. Ho detto a mia sorella: “Sono dei balordi , lasciamo perdere”. Sarebbe bello però che chi ha vinto le elezioni desse un segnale forte contro il razzismo. Se i beceri oggi si sentono più forti, si credono liberi di alzare la voce e restare impuniti. Serve che chi starà al governa dica forte e chiaro non è così”.

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