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Willy è eroe nazionale: Mattarella gli conferisce la medaglia d’oro al Valor Civile

Nella motivazione si legge: "Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un’accesa discussione"

Willy Monteiro Duarte è da ieri eroe nazionale. Il Quirinale ha infatti conferito al 21enne di Paliano, barbaramente ucciso in un pestaggio a Colleferro, la medaglia al valor civile alla memoria. 

Questa la motivazione del Quirinale: "Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilita' e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficolta', cercando di favorire la soluzione pacifica di un'accesa discussione. Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita. Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosita', altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all'estremo sacrificio"

La medaglia al valor civile si pone come obiettivo quello di "premiare atti di eccezionale coraggio che manifestano preclara virtu' civica e segnalarne gli autori come degni di pubblico onore. Destinatari sono cittadini che abbiano esposto la propria vita a manifesto pericolo per salvare persone esposte ad imminente e grave pericolo; per impedire o diminuire il danno di un grave disastro pubblico o privato; per ristabilire l'ordine pubblico, ove fosse gravemente turbato, e per mantenere forza alla legge; per arrestare o partecipare all'arresto di malfattori; per il progresso della scienza o in genere per il bene dell'umanita'; per tenere alti il nome ed il prestigio della Patria. Le ricompense sono concesse anche a reparti militari, Enti o Corpi i cui membri abbiano compiuto collettivamente gli atti di valore di cui sopra. 


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Martedì, nel giorno che segnava il primo mese dalla drammatica morte di Willy Monteiro, la sorellina Milena lo ha voluto ricordare con parole dolci lasciate sui social: "É già passato un mese. Un mese senza di te amore mio, senza i tuoi scherzi, senza le tue coccole, senza il tuo sorriso, senza le tue prese in giro, senza i tuoi occhioni  Un mese – scrive la sorella Milena su facebook - senza la mia metà, la mia roccia, la spalla su cui piangere... Un mese senza di te fratellone mio. Fino ad ora non trovavo le parole adatte per descrivere tutto questo, ora ce le ho. Ora sto iniziando davvero a rendermi conto che non entrerai più dalla porta di casa di corsa per farti la doccia per poi uscire, non mi sveglierai più buttandoti sopra di me, non mi sgriderai più, non mi toccherai più i rotoli della pancia per prendermi in giro. Ora mi rendo conto che non ti vedrò realizzare i tuoi sogni, non ti vedrò mettere su famiglia, non avrò mai dei nipotini, non avrò mai una cognata. Un mese fa mi appoggiavo su di te e ora? Ora fratellone dovrò cavarmela da sola, ora potrò solamente seguire il tuo esempio e cercare di andare avanti. E tu da lassù potrai solamente darmi la forza di andare avanti, potrai solamente guardarmi ed essere fiero di me. Tutti ti vedono come un eroe, tutti ti ammirano, tutti ti ringraziano per il tuo gesto. Un gesto che in pochi, pochissimi avrebbero fatto, un gesto che ti è costato la vita. Chissà che sarebbe successo se ti fossi girato dall'altra parte, chissà se sarebbe morto qualcun altro al tuo posto, saresti ancora qui con me, saresti ancora qui a rompermi le scatole, saresti ancora qui a progettare il tuo futuro, a lavorare sodo per realizzare i tuoi sogni, saresti ancora qui Willy... Io avrei ancora il mio fratellone. Non starei annegando nel dolore, nello stress, nel vuoto. Non lo accetto e non lo accetterò mai... Spero almeno che il tuo sacrificio serva a far capire alla gente che con la violenza non si risolve nulla, che la violenza serve solo a farci rimanere in un mondo che non si evolverà mai, che se si ha bisogno di sfogarsi, di dare cazzotti e calci ci sono sacchi da box e che ammazzare di botte una persona è un gesto associato ad un mostro e non ad una persona. Spero che ora i ragazzi ci penseranno due volte prima di fare a botte perché non vi fa fighi, non siete grossi, non siete invincibili, non siete uomini, non siete ragazzi, siete animali".

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