Cronaca Appio Latino / Via Tommaso Fortifiocca

Dopo Balduina e Monteverde Roma sprofonda ancora, voragine sotto l'asfalto all'Appio Latino

Vigili del fuoco in via Fortifiocca, dietro villa Lazzaroni. Strada chiusa

Voragine in via Fortifiocca

Prima la circonvallazione Appia, poi Monteverde con via Isacco Newton, e ancora via Pereira alla Balduina e ora, di nuovo, il municipio VII. Non c'è pace per il sottosuolo della Capitale. Un altro avvallamento sull'asfalto è stato scoperto nella serata di ieri. La paura è che si apra l'ennesima voragine della zona. Siamo in via Fortifiocca, nel quartiere Appio Latino, tra i più colpiti della città da crolli sotterranei e crateri sulle strade. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, gli uffici tecnici municipali e i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l'incrocio con via Raffaele de Cesare, a pochi metri da villa Lazzaroni. Immediata la chiusura della strada. "Acea ha effettuato un primo sopralluogo e il danno pare sia da attribuire a una perdita idrica dell'impianto di addizione acqua. È stata predisposta una video ispezione e l'apertura controllata della voragine" ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici del VII municipio Salvatore Vivace. Per tempistiche e ritorno alla normalità tocca aspettare. 

VII municipio: 10 voragini in 2 anni

Un quadrante particolarmente sensibile all'apertura di voragini nel sottosuolo quello dell'Appio latino e Appio tuscolano. Via Fiortifiocca era stata già chiusa poco più di un anno fa. A fine gennaio 2017 si era aperta la strada all'altezza di via Carlo Denina. Per riempire la maxi buca servirono ben 21 camion di pozzolana. Di due settimane fa la voragine sulla circonvallazione Appia, con due macchine rimaste in bilico sull'asfalto e la chiusura alla viabilità del tratto compreso tra via Numanzia e via Baccarini, strade dove già nel 2016 e nel 2017 si erano aperte due voragini. 

Una lunga lista. In totale se ne contano dieci sul territorio del municipio VII, compresa quella di ieri sera in via Fortifiocca (QUI L'ELENCO) in appena 21 mesi. Il primato di longevità va a quella di via Nocera Umbra che si aprì sotto l'amministrazione di Ignazio Marino. Ha battuto il record della storica buca di via Genzano i cui effetti sulla viabilità, tuttavia, sono stati ben più impattanti. 

La Capitale sprofonda

D'altronde non è una novità che la Città eterna poggi, come dire, "sul vuoto". Sono diversi i quartieri interamente costruiti su cave e fungaie, reti di gallerie sconosciute e mai bonificate. Vedi Roma est con villa de Sanctis. La zona ha potuto beneficiare di un fondo specifico a bilancio di un milione e 800mila euro. Ma l'una tantum non è sufficiente. A inizio gennaio la promessa dell'assessore ai Lavori pubblici Margherita Gatta: "Presto una cabina di regia". Ma il quadro, più che critico, necessiterebbe di ispezioni continue e interventi di messa in sicurezza e consolidamento preventivo. Come più volte suggerito dagli esperti. 

L'esperto: "Serve prevenzione"

Intervistato da RomaToday Roberto Troncarelli, presidente dell'Ordine Geologi del Lazio, fornisce l'unica soluzione davvero possibile per arginare il problema voragini: "Lavorare sulla prevenzione". Quali sono le cause? Un mix di fattori. Dalla fragile composizione del territorio, alle perdite del sistema fognario e delle acque, agli eventi meteorici e vibrazioni dell'asfalto. Servirebbero costanti monitoraggi per prevenire i singoli episodi. Ma di rado gli amministratori si impegnano su questo fronte: "In un paese che non investe per pervenire terremoti nè rischi idrogeologici, può sembrare paradossale chiedere il monitoraggio di fogne ed acquedotti. Eppure è quello che andrebbe fatto, fissando chiaramente delle priorità". (QUI L'INTERVISTA INTEGRALE)
 

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