Cronaca Ostia

Fuochi d'artificio per il ritorno "a casa" dell'esponente del clan Spada, i carabinieri arrivano e lo portano in carcere

Arrivato ad Isernia per scontare i domiciliari, Spada è stato accolto dai fuochi d'artificio della comunità rom

Lo hanno accolto come un Re. Fuochi d'artificio, musica e una cena. Il tutto per dare un segnale. Un codice, quello della comunità rom di Isernia, che però non è sfuggito ai carabinieri che hanno così arrestato e portato nuovamente in carcere Vittorio Spada, già "protagonista" dell'operazione 'Eclissi', che il 25 gennaio 2018 portò agli arresti di 32 persone legate al clan Spada e in carcere a Frosinone per scontare la condanna inflitta.

Vittorio Spada, lo scorso 14 aprile, era stato portato nel quartiere 'San Lazzaro' di Isernia, per scontare i sette anni di pena, questa volta in regime degli arresti domiciliari, per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Appena giunto in Molise, Spada è stato però accolto dalla numerosa comunità rom del quartiere con vistosi fuochi d'artificio, uditi e visti  in tutta la città. Una "festa insolita" notata dal locale Comandante della Stazione Carabinieri, il quale immediatamente ha chiamato a rapporto un equipaggio della radiomobile un controllo in zona constatando che effettivamente erano in fase oramai conclusiva i festeggiamenti in strada.

I militari dell'Arma, consapevoli che era appena giunto in città Vittorio Spada, insospettiti hanno approfondito le verifiche presso il domicilio dove l'esponente del clan di Ostia avrebbe dovuto scontare i domiciliari. Qui i militari hanno scopero una "ricca e suntuosa cena con i familiari conviventi", spiegano costatando che i festeggiamenti "erano stati organizzati per richiamare l'attenzione dell'intero quartiere per l'arrivo di Spada".

Gli insoliti festeggiamenti sono stati così portati alla luce dell'Autorità Giudiziaria competente che, accogliendo quanto rappresentato dai carabinieri, ha emesso un aggravamento di misura, quindi revocando gli arresti domiciliari e la nuova sottoposizione alla custodia in carcere.  

Una questione di pubblica sicurezza che, secondo gli inquirenti, era venuta meno. Dopo le formalità, Spada è stato portato nella casa circondariale di Rebibbia di nuovo disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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