Cronaca

Cecchi Gori ai domiciliari: accusato di aver preso 14 milioni di dollari

Il produttore cinematografico arrestato ieri per bancarotta fraudolenta per il fallimento di una finanziaria considerata la "cassaforte" della famiglia

Vittorio Cecchi Gori è finito agli arresti domiciliari, su disposizione della magistratura romana, per bancarotta fraudolenta nel quadro di accertamenti collegati al fallimento della finanziaria Fin.Ma.Vi, cassaforte della famiglia Cecchi Gori.

Il produttore cinematografico è stato arrestato dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, diretto da Virgilio Pomponi. Per il fallimento di un'altra società del gruppo, la Safin, un crack da 24 milioni di euro, Cecchi Gori finì in carcere nel 2008, ed è attualmente sotto processo.
Lo stesso avviene per il fallimento della Fin.Ma.Vi. Alla base del nuovo provvedimento restrittivo, sollecitato dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano Rocco Fava e Lina Cusano, il tentativo di sottrazione di 14 milioni di dollari destinati a risarcire i creditori del crack da 600 milioni di euro della Fin.Ma.Vi., avvenuto nel 2006 attraverso strumentali operazioni di finanziamento a favore di altre società a riconducibili al produttore. Tra queste le statunitensi Cecchi Gori Pictures e Cecchi Gori Usa.

Proprio queste due società, nel marzo del 2011, hanno vinto una causa legale intentata negli Stati Uniti nei confronti della Hollywood Gang Production del produttore italo-americano Gianni Nunnari. Il Giudice della California ha pertanto ordinato alla società di Nunnari di corrispondere alle due società americane di Cecchi Gori circa 14 milioni di dollari, immediatamente sottoposti a sequestro dal Tribunale di Roma allo scopo di metterli a disposizione della procedura fallimentare per la soddisfazione dei creditori della Fin.Ma.Vi Spa. Il denaro, secondo l'accusa, non è mai entrato nella disponibilità della custodia giudiziaria. Anzi è stato accertato che Cecchi Gori abbia tentato, anche attraverso propri emissari negli Stati Uniti, di entrare in possesso del denaro oggetto del provvedimento di sequestro, reiterando così, è detto nel capo di imputazione, le condotte distrattive già poste in essere.

Per il fallimento Safin, Cecchi Gori deve rispondere di bancarotta per distrazione insieme con altre sei persone: Luigi Barone, braccio destro del produttore, Giorgio Ghini, Vittorio Micocci, Ettore Parlato, Alessandro Mattioli ed Edoardo De Memme. Per il fallimento Fin.Ma.Vi Cecchi Gori è sotto processo insieme con Barone. (Fonte Ansa)

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