Ostia: morto Vito Triassi, il boss rivale degli Spada e Fasciani

Nel maggio del 2006 Triassi era stato gambizzato a Ostia. Il 20 settembre 2007 a Casal Palocco, due persone gli spararono

Vito Triassi è morto. Il boss, legato alla cosca mafiosa dei Cuntrera-Caruana di Siculiana, e considerato insieme al fratello Vincenzo, storicamente in contrasto con il gruppo Fasciani e con gli Spada, è stato stroncato da un infarto il 2 febbraio scorso, a Tenerife, dove viveva.

Secondo le inchieste della direzione distrettuale antimafia la famiglia Triassi si occupavano del traffico di droga e di armi che arrivavano anche dai Balcani. Nel maggio del 2006 Triassi era stato gambizzato a Ostia. Il 20 settembre 2007 a Casal Palocco, due persone gli spararono. Nel 2011 invece a subire un agguato fu il fratello Vincenzo.  

Le operazioni Anco Marzio e Nuova Alba colpirono anche lui. Nel 2015, nel processo che affrontò insieme al fratello e in cui erano stati accusati di aver gestito le attività illecite ad Ostia con metodi mafiosi, Triassi ottenne l'assoluzione in Appello.

Scrive l'associazione Luna Nuova: "È morto ma nessuno ne parla. Un infarto ha stroncato Vito Triassi, uno dei boss che ha fatto il bello e il cattivo tempo sul litorale romano. L’uomo si trovava a Tenerife, in Spagna, quando è stato colto da un malore e si è accasciato a terra mentre era vicino casa. I Triassi di Siculiana (AG) sostituirono ad Ostia, a metà degli anni ’90, la Banda della Magliana, in veste di rappresentanti della cosca “Caruana-Cuntrera” e del clan Spadaro. Avrebbero gestito il controllo dei chioschi delle spiagge libere e delle attività sul litorale di Ostia, oltre che il traffico di droga e armi. Il motivo della gambizzazione di Vito Triassi nel 2007 era proprio legato alla gestione dei chioschi sul lungomare. Era il periodo delle giunte rosso-verdi Rutelli/Veltroni, delle grandi opere (porto di Ostia, Cineland, riqualificazione Nuova Ostia), dell’incendio della pineta, del passaggio delle concessioni demaniali marittime al Comune di Roma. I Triassi sono stati sempre assolti dall’imputazione di associazione mafiosa".

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