Cronaca

Violenze e riti voodoo: liberate ragazze costrette a prostituirsi per pagare debiti familiari

Sequestrati i libri contabili della banda che gestiva il traffico delle prostitute e la somma di 8mila euro in contanti

Immagine di repertorio

Violenze e riti voodoo. Così tenevano sotto scacco ragazze nigeriane costrette a prostituirsi per colmare i debiti accumulati dalle loro famiglie. Nove mesi di complesse indagini, appostamenti e strumenti tecnici, hanno condotto la Polizia locale di Roma Capitale a fare irruzione questa mattina, su disposizione della Procura della Repubblica di Roma, in un appartamento in zona Borghesiana per acquisire materiale probatorio su un'organizzazione nigeriana dedita allo sfruttamento della prostituzione.

L'operazione ha alzato un velo sull'inquietante storia delle ragazze su strada (considerate parte offesa), che, come emerso dalle indagini, venivano vendute dalle loro stesse famiglie od offerte come risarcimento per debiti non pagati in patria, all'organizzazione criminale.

In Italia la gestione delle ragazze era affidata a maitresse, che ne curavano contabilità e controllo, mentre agli affiliati di sesso maschile, erano affidati i compiti punitivi in caso di inadempienze.

In collaborazione con gli operatori del programma 'Roxane', che si occupa di protezione alle vittime della tratta, questa mattina i caschi bianchi, coordinati dal vicecomandante del Corpo, Lorenzo Botta, hanno provveduto a rendere finalmente libere le ragazze, sequestrando i libri contabili della banda e la somma di 8mila euro in contanti.

Le ragazze, che per non dare nell’occhio venivano fatte prostituire nel frusinate, oltre alle violenze fisiche, subivano intimidazioni e minacce di riti voodoo, che ha reso necessario il supporto psicologico nella successiva fase di assistenza alle stesse.

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