Esquilino, il racconto della donna vittima di violenza: "Voleva uccidermi. La mia fede buddista mi ha salvata"

Il racconto della donna violentata all'Esquilino: "Mi ha abbassato la mascherina e poi mi ha baciato. Grazie ad un mantra buddista ho trovato calma e coraggio"

Lo choc è ancora forte. Indelebile forse. Ma lei non prova odio o rabbia, piuttosto un forte senso di giustizia. La voce non è tremante, ma quella di una persona grata alla sua fede, quella buddista che, probabilmente, le ha salvato la vita. 

A raccontare la sua storia, o meglio il suo incubo, è una donna, la stessa che è stata vittima di una violenza sessuale a Roma, all'Esquilino, a pochi metri dal parco di Colle Oppio. Lei, Paola (nome di fantasia), ha voluto ripercorrere quella notte raccontandola a RomaToday.

"Ero a cena a casa di un'amica quando, passate le 21, sono uscita per tornare a casa. C'è il coprifuoco e non volevo correre rischi". Paola (il nome è di fantasia, ndr) è nel suo quartiere, un luogo che conosce e sa che via Guicciardini è una strada buia e poco frequentata, una di quelle che di sera è meglio evitare. Ma l'ha percorsa tante volte: "Anche quando finisco di lavorare torno tardi e a volte la percorro". 

Quando sta per svoltare l'angolo quando sente un rumore, quello di un vetro che si infrange. "Non ho avuto neppure il tempo di realizzare cosa stesse accadendo che mi sono trovata una mano stretta attorno al collo". Ad aggredirla un uomo, che sarà poi identificato come un 29enne del Mali. 

"Dammi i soldi. Ti ammazzo. Mi ha detto. Aveva una voce tremante, era su di giri", racconta Paola. Qui la storia si fa più cruda. Il 29enne, con un mano il coccio di una bottiglia di birra appena rotta, la minaccia. Le mette le mani al collo, la graffia. I due lottano, lui la morde. "Mi ha abbassato la mascherina e poi mi ha baciato", dice la donna che ricorda: "Mi ha svuotato la borsa chiedendomi dove fossero i soldi non accorgendosi che gli unici 40 euro che avevo, li teneva in mano". 

L'aggressore però, ormai fuori di sì, non si accontenta del bottino: "Mi fissava. Ha cominciato al leccarmi la faccia e mi ha morso un labbro". Lui poi le infila una mano nei pantaloni e la tocca nelle parti intime. "Ho sentito che chiamava un certo Ahmed, mi voleva violentare con lui. Credevo fossero in due, tremavo. Solo dopo ho capito che in realtà Ahmed fosse lui stesso. Non stava chiamando nessun amico, ma è come se si stava caricando per abusare di me".

Paola è sotto choc, piange ma la fede la salva. Quasi d'istinto. "Mi sono messa a praticare. Ho ripetuto il mantra nam myoho renge kyo più volte". "Nam myoho renge kyo, nam myoho renge kyo...". La donna lo ripete per diversi minuti. 

Il suo aguzzino, forse spiazzato, indietreggia. Lei ne approfitta, raccoglie quello che può e scappa, trovando riparo in una pizzeria aperta. Conosce il proprietario che a vede il lacrime. La prima telefonata è al datore di lavoro: "In quel momento era l'unico numero di telefono che ricordavo a mente". Poi alla sorella. 

È salva. Da qui è storia recente: gli agenti del commissariato Esquilino si mettono subito sulle tracce del suo aggressore. "Ho visto diversi profili di sospettati, poi due giorni dopo la polizia lo ha preso. Quando ho fatto il riconoscimento fotografico non ho provato odio, ma volevo e voglio giustizia. Quell'atto è da condannare e basta, il tema razziale non c'entra. Chi fa questi gesti abominevoli va giudicato indipentemente dalla nazionalità, dall'etnia". 

Decisiva per le indagini è stata una telecamera che registrato il passaggio di un uomo attorno alle nove: aveva in mano una bottiglia di birra. La stessa trovata in frantumi dove Paola ha vissuto il suo incubo. Il 29enne adesso è accusato di violenza sessuale e rapina.

Paola ora vuole solamente buttarsi alle spalle questa storia: "Chi mi ha aiutato, come l'amico titolare della pizzeria, quando mi ha rivisto in questi giorni si è commosso. Spero che questa vicenda possa servire a smuovere qualcosa: sono stata aggredita in pieno centro, come è successo a me poteva e può succedere ad altre donne. Le strade sono buie. Non mi occupo di politica, so solo che una cosa simile non deve succedere più, una donna si deve sentire libera di uscire di casa".

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