Quarantena violenta: abusi, maltrattamenti e minacce con le armi. Ancora 3 casi di donne vittime di violenza

Gli arresti da parte di polizia e carabinieri a Roma e provincia. A marzo registrato un aumento dell’89 per cento rispetto all’anno precedente

Immagine di repertorio

Abusi, maltrattamenti, percosse e minacce con le armi. Ancora tre casi di donne vittime di violenza, costrette in molti casi a convivere con i loro incubi in casa quasi quarantena forzata. Sono tre gli uomini violenti arrestati dalle forze dell’ordine in questi ultimi giorno della prima fase del Lockdown, a cui se ne deve aggiungere un quarto a Rocca di Papa, ai Castelli Romani, dove un uomo ha sparato con una pistola contro l’abitazione dell’ex moglie.

Aumento delle violenze domestiche nel periodo del lockdown confermato dai dati diffusi dal Campidoglio e dai centri antiviolenza capitolini che, nel mese di marzo, hanno registrato 556 casi di donne prese in carco registrando un aumento dell’89 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, 294. 

Roma o la sua provincia, cambia il territorio ma non cambiano i problemi per le donne costrette in casa con i loro aguzzini. Come in via Militello, a Finocchio, dove nel pomeriggio di domenica, all’interno di un appartamento di piccole dimensioni, marito e moglie, entrambi di nazionalità romena, hanno iniziato a discutere fino a quando la lite è degenerata e il 50enne, con un coltello da cucina puntato alla sua gola l’ha minacciata di morte e poi l’ha aggredita con calci e pugni.

Gli agenti del commissariato Casilino e del Reparto Volanti, al loro arrivo – in seguito alla segnalazione al NUE, hanno trovato l'uomo, ubriaco, con in mano lo stesso coltello utilizzato per minacciare la moglie.

L’uomo, per nulla collaborativo, è stato disarmato dagli agenti e condotto presso il commissariato. Lì, li ha poi aggrediti procurando loro ferite giudicate guaribili con una prognosi, per entrambi, di 8 giorni s.c.

Con 30 giorni di prognosi, è stata invece refertata dai medici del pronto soccorso la vittima, che immediatamente dopo le cure sanitarie si è presentata all’Ufficio di Polizia per denunciare il marito.

Per il 50enne, invece, già noto alle forze dell’ordine, al termine degli accertamenti di rito si sono spalancate le porte di Regina Coeli, dovrà rispondere di maltrattamenti, lesioni, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Sequestrato il coltello.

Sempre nel territorio del VI Municipio delle Torri, sempre la polizia, ha arrestato un giovane che oltre a minacciare la ex deteneva in casa della sostainza stupefacente. 

I fatti hanno preso corpo dopo che una giovane donna si è presentata negli uffici di polizia per denunciare le minacce ricevute dal suo ex compagno. La donna, spaventata, ha riferito agli Agenti che l’uomo possedeva un’arma da fuoco, senza però essere in grado di dire se si trattasse di un’arma vera oppure di una replica.

Gli agenti del Commissariato Casilino, insieme a personale  del Reparto Volanti, si sono subito recati presso l’abitazione dell’uomo per effettuare la perquisizione domiciliare e rintracciare l’arma. Dopo aver suonato alla porta, hanno sentito forti trambusti provenire dall’interno dell’appartamento.

Entrati, hanno notato il giovane che, in camera da letto, sportosi dalla finestra, lasciava cadere una busta di plastica, prontamente recuperata dagli agenti, contenente 101,50 grammi di cocaina e un bilancino di precisione.

Il 24enne dopo aver gettato il sacchetto si è steso sul letto nel tentativo di nascondere con il proprio corpo un altro pacchetto di sostanza stupefacente del tipo hashish. Nell’appartamento sono stati rinvenuti altri 54,50 grammi di hashish nascosti in un cassetto del mobile della cucina e su una libreria.

E’ stata  inoltre ritrovata una somma di denaro pari a 1.865,00 in banconote di vario taglio, che l’uomo ha cercato di giustificare affermando di aver incassato alcuni affitti. Il denaro è stato sequestrato in quanto probabile provento dell’attività di spaccio.

Cambia il territorio ma non cambia la sostanza, come nel caso di FianoRomano dove i carabinieri della locale stazione hanno arrestato, in flagranza di reato, un 30enne di origine pachistana per maltrattamenti in famiglia nei confronti della 24enne moglie connazionale.

I militari, a seguito di richiesta di aiuto giunta al NUE 112 da parte di un vicino di casa, sono intervenuti presso un’abitazione di Fiano Romano, ove trovavano la donna con vistose tumefazioni intorno agli occhi. La vittima raccontava agli operanti di essere giunta in Italia da 4 mesi per raggiungere il marito, facchino presso una società, che vive a Fiano Romano già da 2 anni.

Accompagnata in caserma, poi, mediante l’ausilio di un interprete, ha denunciato di essere stata percossa dal marito per futili motivi e che i maltrattamenti erano cominciati subito dopo il suo arrivo a Fiano. 

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Sul posto giungeva anche personale sanitario del 118 che soccorreva la donna, la quale, tuttavia, rifiutava le cure. L’arrestato è stato tradotto presso l’abitazione di un parente, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Rieti.
 

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