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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Vincenzo D'Amico, in migliaia per l'addio: gli ultras lo salutano con striscione e fumogeni

Presenti anche politici e giornalisti Rai che sono stati affiancati da D'Amico nel ruolo di commentatore tecnico durante le telecronache di partite

Bandiere, striscioni, fumogeni, tifosi, ex compagni, giornalisti e dirigenti. Nessuno è voluto mancare all'ultimo saluto a Roma a Vincenzo D'Amico, campione d'Italia con la Lazio nel '74, scomparso sabato pomeriggio

Circa un migliaio le presenze per il funerale che si è tenuto alle 10.30 alla chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio dove oltre ai parenti e gli amici di una vita erano presenti anche tanti personaggi del mondo dello sport: dal presidente della Figc, Gabriele Gravina, al ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, passando per molti suoi ex compagni di squadra come Bruno Giordano e una delegazione della Lazio rappresentata da Danilo Cataldi e dal presidente Claudio Lotito. 

Diversi gli striscioni, tra cui quello con in primo piano un'immagine di D'Amico in azione in campo. C'era quello biancoceleste con scritto a caratteri cubitali 'Anni 70', quello con scritto 'gli amici di WhatsApp', quello degli Ultras Lazio e quello delle Eagles biancocelesti. Nella chiesa anche le magliette con i colori sociali della Lazio e la foto del volto sorridente in primo piano dell'ex calciatore.

Molto provato Bruno Giordano. E se Abodi ricorderà sempre "il sorriso fuori e dentro" di D'Amico, Cataldi lo definisce "una bandiera della Lazio". "Chi non tradisce diviene immortale, onore a Vincenzo vero laziale", recitava lo striscione fuori dalla chiesa. Poi un lungo applauso, accompagnato dai cori degli ultras per l'ultimo saluto.

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