Cronaca Nomentano / Via Lazzaro Spallanzani

Villa Torlonia, è allarme ambientale: scoperti bidoni metallici arrugginiti

Circa venti bidoni metallici sono stati scoperti nella villa in seguito ai lavori per la costruzione del Museo della Shoah. Non è ancora chiara la composizione dei fusti. L'area è stata interdetta

Una ventina di bidoni arruginiti, sepolti nel terreno vicino alla Casina delle Civette. E' l'allarmante scoperta avvenuta ieri a Villa Torlonia nel corso degli scavi che si stanno effettuando per la prossima costruzione del Museo della Shoah. E' ancora ignota la composizione dei fusti, come fa sapere il dipartimento Lavori Pubblici del Campidoglio. Fatto sta che i lavori per il cantiere del museo sono stati attualmente sospesi e i bidoni saranno fatti analizzare da una ditta specializzata. A dare la tragica notizia è Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. "La scoperta di fusti metallici a Villa Torlonia è molto preoccupante. Lascia perplessi anche il silenzio sotto il quale la notizia è passata, nonostante sia stato disposto giustamente un sequestro cautelativo dell'area".

LEGAMBIENTE CHIEDE CHIAREZZA -Il sequestro, come si legge dalle colonne di Repubblica, è stato compiuto nella notte di martedì 14 febbraio dai vigili urbani del Dipartimento dei Lavori Pubblici. Quello che chiede adesso Legambiente al Comune è la "massima trasparenza e chiarezza" sulla questione "per comprendere a quale periodo risalgano quei fusti e come siano finiti in un'area così centrale e pregiata – aggiunge Lorenzo Parlati – individuando le responsabilità e punendo i colpevoli, ma anche garantendo che non ci siano pericoli per i cittadini. L’area in questione, dal 2008 di proprietà del Campidoglio, apparteneva in precedenza alla Sic (Società immobiliare centrale Srl) – conclude il presidente di Legambiente Lazio – che l’aveva a sua volta acquistata nel 1972 dall'Istituto delle Religiose adoratrici ancelle del S.S. Sacramento e della carità. Nel 1973 erano stati avviati su quel terreno dei lavori di scavo e palificazione, continuati a più riprese fino al 2004, in vista dell'edificazione di un immobile residenziale poi non realizzato".

IL SOPRALLUOGO - L'assessorato capitolino all'Ambiente getta acqua sul fuoco, spiegando come sia stato effettuato un sopralluogo tecnico nella zona: "In relazione al ritrovamento di fusti metallici in un'area di cantiere esterna al comprensorio di Villa Torlonia e non accessibile dal Parco, il dipartimento ambiente di Roma Capitale ha comunque ritenuto di disporre un sopralluogo tecnico – fa sapere l’assessore Marco Visconti –. L'area, interdetta al pubblico da alcuni decenni e separata dal Parco, non è in carico al Servizio Giardini". A quanto pare, sono da escludere rischi per i cittadini, visto che l'area è interdetta. Il sopralluogo del Dipartimento capitolino infatti "ha evidenziato l'insussistenza di rischi per i fruitori del Parco di Villa Torlonia giacchè la zona del ritrovamento è interdetta . Il giardino, dunque, resterà regolarmente aperto ai cittadini. Ci auguriamo che si faccia al più presto luce su questa vicenda e che i colpevoli siano duramente puniti – conclude Visconti – I reati contro l'ambiente sono reati contro tutti i cittadini e come tali devono essere repressi con il massimo della severità.

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