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Indagini in corso / Monteverde / Via di Donna Olimpia

Tentato stupro a Villa Pamphilj, si cerca un 30enne: forse è stato ripreso dalle telecamere intorno al parco

La donna aggredita la mattina del 28 dicembre ha presentato denuncia, ribadendo l'identikit dell'uomo che l'ha aggredita

Proseguono le indagini sulla tentata violenza sessuale subita da una donna di 66 anni che la mattina del 28 dicembre stava correndo nel parco di Villa Pamphilj, a Monteverde. La donna, superato lo choc iniziale, si è rivolta ai carabinieri per presentare denuncia sull’accaduto, ribandendo quanto raccontato la mattina stessa, quando ha chiamato il 112 per segnalare l’episodio.

Stando a quanto riferito, intorno alle 7.30 stava correndo nel parco, lato ingresso via di Donna Olimpia, quando un uomo le si è avvicinato con la scusa di chiedere qualche moneta. La donna ha rifiutato e ripreso la corsa, ma dopo qualche istante si è sentita afferrare da dietro e buttare a terra: “Mi teneva la bocca chiusa, tentava di baciarmi e mi ha palpeggiata”, ha raccontato la 66enne, salvata dall’avvicinarsi di un altro runner che ha messo in fuga l’aggressore. A prestarle i primi soccorsi una donna che stava portando a passeggio i cani e che è rimasta con lei sino all’arrivo del marito e poi delle forze dell’ordine. Una volta sul posto i carabinieri hanno setacciato il parco, ma dell’aggressore non c’era ormai più traccia.

Le indagini si concentrano ora sulle telecamere di sorveglianza all’esterno del parco - quelle all'interno, posizionate solo in alcuni punti, non sembano fornire immagini utili - e sull’identikit fornito dalla donna. Che ha descritto un uomo in tenuta sportiva, con il viso semicoperto da un cappuccio, con la pelle olivastra, magro, di circa trent’anni. Le poche parole pronunciate le hanno lasciato pensare che possa essere straniero, ma l’aggressione si è consumata in pochi, terrificanti momenti e tutto è ancora da verificare. 

L'associazione che da 30 anni tutela il parco: "Basta promesse fumose, servono interventi seri"

Quanto accaduto ha riacceso il dibattito sulla sicurezza all'interno del parco di Villa Pamphilj, uno dei polmoni verdi più estesi e frequentati della Capitale. In passato erano già state segnalate diverse criticità, dagli episodi di spaccio e prostituzione a scippi e atti vandalici passando per l'assenza di illuminazione, e da parte dell'Associazione per Villa Pamphilj, che da anni si batte per la tutela e la salvaguardia dell'area, è arrivato un appello affinché si adottino soluzioni a lungo termine.

"Sollecitiamo chi deve, non chi indaga, a metter da parte la solita sequela di sciocche e impraticabili promesse e impegnarsi a risolvere, una volta per tutte, l'insicurezza che quotidianamente incombe su tante aree pubbliche, in particolare sulle aree verdi e sulle ville storiche", hanno scritto su Facebook rinnovando la solidarietà alla donna aggredita e ricordando lo stupro avvenuto nel parco di Villa Gordiani avvenuto nel marzo del 2021.

Poi le proposte, già avanzate nel corso degli anni e, come sottolineato dall'associazione, rimaste prive di riscontro: "Serve una puntuale conoscenza dei luoghi e di quanto vi avviene, briefing periodici, mappe ed una segnaletica aggiornata, personale di pattuglia in borghese, motivato e ben coordinato, magistrati ricettivi di quanto gli viene trasmesso, un presidio fisso... sì, ma aperto, interforze (Polizia di Stato, Carabinieri, associazioni d'Arma, Polizia Locale, Protezione Civile), dotato di linee telefoniche e internet, biciclette elettriche e non, un ricovero per i cavalli, a cui ogni segnalazione possa giungere in tempo reale e, in tempi congrui, avviato ogni intervento. Poi, foto-trappole, telecamere, ma su via Leone XIII e su via Aurelia Antica dove i proprietari dei veicoli possano farci affidamento e recarsi, in caso di necessità, a farne chiedere la registrazione nel presidio fisso appena descritto".

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