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Stupro a Villa Gordiani, depositato un esposto per mancato rispetto del Patto Sicurezza Urbana

Il documento è arrivato sui tavoli della questura e della prefettura e punta i riflettori su diversi episodi accaduti nel parco precedenti a quello della violenza sessuale ai danni di una giovane donna

Oltre 100 firme per chiedere che vengano aumentati i controlli a Villa Gordiani e nelle zone limitrofe al parco. Dopo la raccolta dei giorni scorsi, martedì è stato depositato in prefettura e in questura l’esposto promosso dalla sezione Villa Gordiani del Partito Democratico, un documento in cui si evidenziano una serie di criticità dell’area e si puntano i riflettori su alcuni episodi avvenuti in passato, ultimo la violenza sessuale ai danni di una giovane donna che stava correndo nel parco.

L’esposto, redatto dall’avvocato Emanuele Fierimonte, si appella al mancato rispetto del Patto Sicurezza Urbana siglato nell’aprile 2019 dal prefetto Paolo Basilone, dalla sindaca Virginia Raggi e dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. E cita non soltanto lo stupro, ma anche un altro episodio che si è verificato a Villa Gordiani: l’aggressione di un dodicenne da parte di una baby gang, avvenuta qualche settimana prima della violenza sessuale su cui si sta ancora indagando.

Nei giorni scorsi il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica aveva già disposto un servizio di controllo all’interno del parco, condotto dai carabinieri delle compagnie Roma Casilina e Roma piazza Dante con il supporto dei Carabinieri del 4° Reggimento a cavallo, ma i livelli di sicurezza - quantomeno quella percepita - restano bassi, e molti abitanti della zona hanno voluto firmare l’esposto o partecipare ad altre iniziative organizzate all’interno di Villa Gordiani proprio per chiedere più sicurezza e manifestare solidarietà alla giovane aggredita.

Nell’esposto viene denunciata proprio “una mancanza totale di sicurezza, tramite custode o sistema di videosorveglianza”, come sottolinea anche l’avvocato Fierimonte: “I cittadini hanno diritto a vivere e uscire sicuri, e in questo momento si è raggiunto un livello di intolleranza altissimo verso le problematiche di quartiere. Azioni come l’esposto sono finalizzati proprio a procedere per altre vie, nella speranza che qualcosa si muova”.

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