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Villa Gordiani si ribella alla violenza, oltre 1500 al presidio: “Viviamo il quartiere, contro degrado sociale e culturale”

La pioggia non ha scoraggiato la manifestazione organizzata dalle realtà sociali della zona dopo lo stupro avvenuto nel parco, tantissime le donne presenti: “Se toccano una toccano, tutta la collettività”

“Non sei sola. Il quartiere è con te”. Lo striscione affisso all’ingresso del parco è l’emblema di una comunità profondamente scossa dall’accaduto, coesa e solidale nel manifestare vicinanza alla giovane vittima dello stupro di Villa Gordiani e nel condannare ogni forma di violenza di genere. 

Villa Gordiani, la rabbia del quartiere dopo lo stupro

Oltre 1500 le persone, di cui la stragrande maggioranza donne, che, nonostante la pioggia, nel pomeriggio di sabato 6 marzo hanno partecipato al presidio organizzato da associazioni, comitati e collettivi di zona “per dire basta alla violenza sulle donne”.

Lo stupro denunciato da una 22enne, aggredita alle spalle da un uomo mentre faceva jogging nel parco e poi violentata, ha riacceso i riflettori sulla questione sicurezza nella zona est della città: proprio li dove l’escalation di microcriminalità ha portato il Prefetto di Roma a convocare un tavolo ad hoc dove sono state programmate iniziative definite ad "Alto Impatto" per contrastare l'illegalità.

Il presidio delle realtà sociali a Villa Gordiani: "Viviamo e attraversiamo il quartiere"

“All’aggressione sessuale di ieri dobbiamo dare subito una risposta collettiva e pubblica per evitare di scadere nel vittimismo, nella retorica maschilista delle ronde e nella militarizzazione del quartiere” - si legge sui volantini distribuiti dai promotori del presidio tra cui GAM Villa Gordiani, ASD Villa Gordiani, il Comitato di Lotta e il Collettivo Liceo Benedetto da Norcia. 

“Vogliamo urlare con forza che la sicurezza nel nostro quartiere la fanno le persone che lo abitano e lo attraversano. Se toccano una, toccano tutta la collettività” - il messaggio lanciato dalle realtà aggregative di zona che si battono contro il degrado sociale e culturale “che determina la sopraffazione”

Dialogo, incontri, iniziative per vivere gli spazi del quartiere e strapparli così a illegalità e microcriminalità. “Siamo certi che Villa Gordiani può essere un quartiere sicuro solo se le persone lo vivono e lo attraversano. Per questo è necessario organizzarsi, perchè siamo parte di una collettività che deve lottare e rispondere con forza ai problemi di tutti e alla violenza di genere in nome di quei principi ai quali oggi non possiamo più rinunciare: solidarietà e cooperazione. Non c’è nessuno che possa agire al posto nostro, non c’è nulla da delegare a rappresentanti di partito e istituzioni. La forza del quartiere - ribadiscono - sta nei suoi abitanti che si organizzano e decidono”. 

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