Fotomontaggio omofobo con Hitler e Mussolini, un vigile lo condivide: presentato esposto

Su facebook gira una foto con lo striscione dei Gay Village all'ingresso di un campo di concentramento. Le associazioni protestano con Nieri e chiedono provvedimenti a Clemente. Il comandante a RomaToday: "Avviata un'indagine"

Un becero fotomontaggio omofobo con lo striscione del Gay Village davanti ad un campo di concentramento al posto della tristemente nota scritta "Arbeit macht Frei". Poche ore prima dell'ennesimo attentato di matrice omofoba ai danni dell'associazione Digayproject, su facebook monta l'ennesima vergogna. Una pagina che incita all'odio e che, come segnala Marco Pasqua su Il Messaggero, in tre giorni ha fatto registrare 100 condivisioni.

A mandare su tutte le furie le associazioni che lottano per i diritti degli omosessuali è stato però il fatto che tra chi ha condiviso la foto c'è anche un vigile urbano. Per questo il circolo di Roma di Gaynet, tramite il presidente, Rosario Coco, ha presentato un esposto al comando dei vigili Urbani insieme al Circolo Mario Mieli e ad altre associazioni.

La notizia è stata confermata a RomaToday dal comandante Clemente che spiega: "Alle 13 di oggi è giunto sulla mia scrivania l'esposto ed ho immediatamente dato il via agli accertamenti del caso. Una volta ricostruiti i fatti e chiariti i contorni della vicenda, capiremo se sarà il caso di erogare una sanzione disciplinare". Il comandante Clemente smentisce la notizia, diffusa dal consigliere comunale di Sel Imma Battaglia, secondo la quale l'agente sarebbe stato già raggiunto dal provvedimento disciplinare: "Assolutamente no. Non è stata erogata nessuna sanzione perché abbiamo appena iniziato l'accertamento dei fatti".

La consigliera Battaglia scriveva: "Con Gianluca Peciola - spiega la consigliera - siamo immediatamente intervenuti presso il comandante dei vigili Raffaele Clemente e l'assessore al Personale Luigi Nieri. Al vigile omofobo è stato elevato un provvedimento disciplinare e stanno lavorando per oscurare e chiudere il profilo FB. Ringraziamo le associazioni per la segnalazione.  Chiediamo loro di continuare a vigilare sui casi gravi di incitazione all'odio omofobico. Anche il virtuosismo dell'azione congiunta tra istituzioni e territori significa lotta contro discriminazioni e omofobia. L'omotransfobia va combattuta in tutte le sedi e siamo convinti che la politica deve intervenire per dare segnali chiari anche per il mondo della comunicazione e dei social network, oggi in grado di influenzare pesantemente i comportamenti delle persone, dei giovanissimi come degli adulti".

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