VIDEO | Ippodromo Capannelle, la protesta si sposta sull'Appia: bruciate balle di fieno

I 'cavallari' hanno bloccato la strada all'incrocio con via delle Capannelle. Nella giornata di martedì uno dei manifestanti aveva provato a darsi fuoco dopo essersi cosparso di liquido infiammabile

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Continuano le proteste dei cavallari dell'Ippodromo delle Capanelle. All'alba di stamattina hanno dato fuoco ad alcune balle di fieno bloccando la via Appia. Le proteste seguono quelle di mercoledì quando uno dei manifestanti si è cosparso di liquido infiammabile tentando di darsi fuoco davanti al Campidoglio. 

La protesta riguarda la non rinnovata concessione da parte del Comune di Roma che ha determinato lo stop delle corse di trotto e galloppo nello storico ippodromo della via Appia. In questo ambito ha preso corpo la protesta di questa mattina, quando un centinaio di lavoratori hanno incendiato alcune balle di fieno all'altezza dell'incrocio fra la via Appia e via delle Capannelle, in prossimità dell'uscita 23 del Grande Raccordo Anulare con delle rotoballe date alle fiamme in mezzo alla strada. Poi l'intervento della polizia con il reparto mobile. 

"Scopo dell'azione dimostrativa è stato sensibilizzare l'opinione pubblica e scuotere le istituzioni sulla situazione dell'impianto sportivo - le parole di Mauro Antonini, responsabile del Lazio per CasaPound Italia, presente all'azione di protesta di questa mattina -. Dal primo marzo, infatti, se il Comune di Roma non dovesse rinnovare la concessione, centinaia di lavoratori con le loro famiglie, perderanno il lavoro e finiranno in mezzo a una strada".

Antonini, unico politico presente assieme a Carmen Pizzirusso, candidata sindaco a Ciampino per CasaPound Italia, annuncia: "I lavoratori non molleranno. L'amministrazione Raggi deve prorogare la concessione: non è possibile bloccare un indotto del genere, che ha una ricaduta economica nazionale. E' come se nella Formula Uno si fermasse Monza. Lo stesso vale per l'ippica: l'Ippodromo di Capannelle non deve chiudere". 

"Stamattina, al fianco degli operatori, i cavallari, i maniscalchi, abbiamo dato un segnale forte: la Raggi deve ascoltarci, non può voltarsi dall'altra parte. Altrimenti - è l'accusa di Antonini - ci spieghi perché già quattro anni fa, Daniele Frongia, che il sindaco di Roma conosce bene, ha dichiarato guerra a Capannelle. Nemico giurato dei lavoratori dell'impianto, Frongia all'epoca si era opposto al rinnovo della concessione deciso dalla Giunta Alemanno, definendo l'accordo addirittura di stampo mafioso". 

"Il sindaco di Roma quindi deve prendere la distanze da certe posizioni, se Frongia è nostro nemico giurato, lei deve dimostrare il contrario: di avere a cuore le sorti dei lavoratori. Per questo vogliamo i fatti: vogliamo il rinnovo della concessione", conclude Antonini, che nel pomeriggio andrà a fare visita all'allevatore sardo che ieri ha tentato di darsi fuoco durante la protesta in piazza del Campidoglio.

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