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VIDEO | "Cerciello Rega aveva dimenticato la pistola nell'armadietto", la ricostruzione della Procura sul carabiniere ucciso

Un estratto della lunga conferenza stampa organizzata nella mattinata di oggi, martedì 30 luglio, dal Comando provinciale dei carabinieri e dalla Procura della Repubblica per fare chiarezza sull'omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega

 

“Cerciello aveva dimenticato la pistola nell’armadietto, solo lui sa il perché”. Con queste parole Francesco Gargaro, Comandante provinciale dei carabinieri di Roma, scioglie forse uno dei dubbi più forti circa quanto accaduto al vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 pugnalate a Prati la notte tra giovedì 25 e venerdì 26 luglio.

Accanto a Gargaro, durante la conferenza stampa convocata nella sede della Provinciale di piazza San Lorenzo in Lucina, il procuratore della Repubblica Michele Prestipino, il procuratore aggiunto Enza D’Elia

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Gargano ricostruisce i passaggi dell’operazione, la fase dell’incontro e la rapida aggressione ai due militari che, rimasti evidentemente sorpresi, si sono fatti sopraffare. Cerciello privo di pistola ”ma non avrebbe fatto in tempo ad usarla”, sottolinea il Comandante.

Mentre a Varriale, il collega carabiniere, non rimase che soccorrere il collega nel tentativo di salvargli la vita: “E’ evidentemente sconvolto, ma lucido nella voglia di tornare a lavorare - sottolinea Gargano -, una volta finita la malattia, ovviamente imposta con sei giorni di prognosi”.

Prestipino ricorda l’iter degli interrogatori, il fatto che i due fermati, Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale-Hjorth, hanno subito ricevuto difensore e interprete. “La foto che ritrae Finnegan bendato rappresenta un fatto grave su cui abbiamo aperto un’indagine - spiega il procuratore -, ovviamente non era così durante l’interrogatorio ma prima, probabilmente, e non ne ha fatto parola”.

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