Martedì, 28 Settembre 2021
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VIDEO | Dove sorge la "frigo valley", sopra il travertino romano e l’acqua termale di Tivoli

Siamo andati a vedere da vicino quella che è ormai conosciuta con il nome di “frigo valley” di Tivoli, un’enorme discarica abusiva dove giacciono i resti di quelli che un tempo erano i frigoriferi di centinaia di famiglie.

Sono i circa 70 ettari in cui un tempo sorgeva l’ex polverificio Stacchini, produttore di polvere da sparo e bombe che, nel 2000,  a causa del fallimento ha chiuso i battenti. Da allora l’intera area è stata completamente abbandonata trasformandosi nel corso degli anni in un enorme campo nomadi e discarica a cielo aperto. Malgrado gli sgomberi effettuati nel corso degli anni da parte del Comune di Tivoli, l’insediamento ha continuato ad insistere in quella che è, oltre tutto, tutelata come area di interesse Sic (sito interesse comunitario) proprio perché ci troviamo nella zona del travertino romano e delle acque sulfuree. “L’ipotesi è che dal 2010 gli abitanti del campo ricevevano i frigoriferi che venivano smaltiti illegalmente per poi recuperare rame e ferro - dice Gianni Innocenti, membro di Legambiente e consigliere comunale di Tivoli, che da anni porta all’attenzione la situazione di emergenza ambientare di questa grande area -. il Comune in questi ultimi anni ha effettuato esposti in Procura e intimato i  nuovi proprietari ad effettuare la bonifica, perché spetta ovviamente a loro. Questo malgrado, com’è prevedibile e come ci indicherà in dettaglio il carotaggio effettuato dagli stessi, ci vorranno diversi milioni di euro per intervenire. Sperando che il sottosuolo non sia anch’esso compromesso”.

Con l’insediamento nel 2014 della giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Proietti, sotto la spinta delle proteste degli abitanti di Bagni per i continui roghi tossici provenienti dall’insediamento, il 24 giugno del 2015 si è svolto lo sgombero degli ultimi nuclei famigliari dall’ex Polverificio Stacchini. Il cancello è stato quindi chiuso, posto a sorveglianza h24 e così facendo si è concluso, si ipotizza, lo sversamento illegale di rifiuti. Ma quello che si era accumulato negli anni, giace ancora qui: “Stiamo lavorando di concerto e con una grande collaborazione con la Ecoiset, proprietaria dell'area, e la Regione Lazio, che ha competenza per il Sic, per riuscire a sbloccare la situazione della bonifica - spiega l’assessore all’Ambiente di Tivoli, Maria Ioannilli -. Qui come indicato nel vecchio Prust dovrebbe sorge un’importante polo logistico e ci sarebbe già anche un investitore internazionale. Credo quindi convenga a tutti dare nuova vita a questi 70 ettari”.  “La situazione a Tivoli è gravissima non solo per il fatto in sé, ma anche perché sono ormai quasi dieci anni che quei frigoriferi giacciono abbandonati - dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -. La Regione e tutte le istituzioni devono aiutare il comune di Tivoli a chiudere per sempre questo vergognoso capitolo della storia degli ecoreati in Italia con una bonifica e profonda. La discarica della cosiddetta 'frigo valley' si trova infatti in un Sic sopra le falde acquifere sulfuree delle terme di Tivoli e perfino a pochi passi dall’Aniene. Non possiamo più aspettare, si deve agire ora che la questione è tornata alla ribalta e soprattutto lavorare perché il ciclo dei rifiuti nel Lazio non sia più vittima delle ecomafie e di continue illegalità”.

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