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VIDEO | Mafia a Roma, dopo la sentenza l'arresto dei membri del clan Fasciani. Le immagini

A finire in manette anche Terenzio Fasciani, 65 anni, fratello del noto boss Carmine

 

Gli agenti della Squadra Mobile di Roma, in esecuzione degli ordini di carcerazione emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Roma, hanno arrestato 6 esponenti del clan Fasciani dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha riconosciuto la mafiosità dell'organizzazione criminale che operava sul litorale romano di Ostia.

A finire in manette Terenzio Fasciani, 65 anni, fratello del noto boss Carmine, condannato alla pena di 6 anni e 9 giorni di carcere per associazione di tipo mafioso e detenzione illegale di armi aggravata dal metodo mafioso. Insieme a lui è stata arrestata sua nipote Azzurra Fasciani, 35 anni, condannata, a seguito di rideterminazione della pena, a 2 anni e 2 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso.

Arrestati nella notte anche John Gilberto Colabella, 35 anni, condannato alla pena di 13 anni di carcere per associazione di tipo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e detenzione illegale di armi aggravata dal metodo mafioso; Danilo Anselmo, 43 anni, condannato in via definitiva alla pena di 7 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga; Eugenio Ferramo, 35 anni, condannato alla pena di 6 anni e 8 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga; Mirko Mazzoni, 39 anni, condannato alla pena di 6 anni e 8 mesi di carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

I provvedimenti sono stati emessi a seguito della sentenza della Corte Suprema di Cassazione che ha rigettato i ricorsi degli imputati, condannati dalla Corte di Appello di Roma, il 4 febbraio scorso, nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria denominata 'Nuova Alba'.

A seguito delle complesse indagini dell'epoca, la Squadra Mobile, il 26 luglio 2013, eseguì un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 51 soggetti appartenenti ai cartelli mafiosi dei Fasciani e Triassi. La sentenza della Cassazione ha anche confermato la condanna di Alessandro Fasciani, figlio di Terenzio, tratto in arresto il decorso 14 novembre in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Roma.

Fasciani, proprio in vista della odierna sentenza della Suprema Corte, si era organizzato per rendersi irreperibile, tentando di scappare all'estero. Il progetto, tuttavia, non era sfuggito all'attenzione della Squadra Mobile e della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che avevano repentinamente attivato la Procura Generale di Roma affinché fosse emessa una misura restrittiva.

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