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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

Via Poma: parte il processo d'appello. Probabile sì a maxiperizia

Prenotata l'aula magna del tribunale per il processo d'appello sulla morte di Simonetta Cesaroni. Il dibattimento è stato sollecitato dalla difesa dell'ex fidanzato di Simonetta, condannato a 24 anni

Si apre giovedì il processo d'appello sull'omicidio di Simonetta Cesaroni, trovata accoltellata il 7 agosto 1990 negli uffici romani dell'Aiag in via Poma. L'ex findanzato di Simonetta, Raniero Busco, è stato condannato dieci mesi fa a 24 anni perché ritenuto responsabile dell'omicidio. Per il processo, presieduto da Mario Lucio D'Andria con a latere Giancarlo De Cataldo, è stata prenotata l'aula magna del palazzo di giustizia, per far fronte alle numerose richieste di accredito da parte di giornali e tv. I giudici dovranno valutare se disporre una maxi-perizia per “fissare” e rispondere in maniera definitiva a quegli elementi su cui è fondata la riapertura dell'inchiesta nel 2007 e il successivo vaglio dibattimentale.

La riapertura del dibattimento è stata sollecitata dai difensori di Busco, gli avvocati Paolo Loria e Franco Coppi. Questo per chiedere che la perizia dei giudici, magari affidata a un collegio di esperti, focalizzi l'attenzione sulle tracce biologiche – probabilmente saliva – che sono state ritrovae sul corpetto che indossava la vittima quando fu uccisa e su un morso sul seno della ragazza. Secondo le analisi dei consulenti dei pm, dopo aver isolato il dna, quelle tracce e l'impronta dentaria sul seno apparterrebbero a Busco. La difesa chiede di fare chiarezza per esaminare una traccia biologica sulla maniglia della porta dell'ufficio dove la Cesaroni fu uccisa. Secondo loro apparterrebbe a una persona di sangue gruppo A, diverso quindi da quello di Busco, mentre per i consulenti del pm la traccia è riconducibile all'ex fidanzato-condannato.

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