Via Vannina, nove mesi dopo tornano i blindati: cento migranti sgomberati

La denuncia di Alterego: "Nemmeno un assistente sociale del Comune"

Polizia sul posto

Sgombero questa mattina in via Vannina, in un ex capannone industriale al civico 76. Gli agenti della Polizia di Stato, sul posto con mezzi blindati e unità cinofile, hanno allontanato un centinaio di occupanti, quasi tutti trasferiti all'ufficio immigrazione della Questura in via Patini per l'identificazione. 

Sono uomini e donne, per lo più originari del Niger e del Gambia, in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno temporaneo. Molti hanno fatto ricorso, in primo grado o in appello, a seguito al no della commissione che ha esaminato le loro richieste, come spiegano a RomaToday i membri di Alterego, associazione che si occupa della tutela legale dei migranti. E che presente sul posto denuncia: "E' una vergogna non c'era nemmeno un assistente della sala operativa sociale - commenta Federica Borlizzi - nonostante il Comune sia stato informato con anticipo dello sgombero di oggi". Almeno per ora dunque, non ci sarebbero alternative alloggiative sul piatto per gli sgomberati, molti giovani tra i 20 e i 30 anni. "Li hanno divisi in due gruppi, chi con i documenti, chi senza documenti, e li hanno portati per l'ennesima volta in Questura". 

Diversa la versione fornita nel pomeriggio dal Campidoglio, che invece rivendica un intervento: "La Sala Operativa Sociale di Roma Capitale è stata presente per tutta la durata delle operazioni di sgombero effettuate oggi dalla Polizia di Stato in via Vannina 76. Il lavoro degli operatori è stato finalizzato a individuare i soggetti in condizioni di fragilità per formulare loro una proposta di accoglienza presso il circuito capitolino. La Sala Operativa Sociale sta continuando a garantire supporto alle persone sgomberate, per ulteriori verifiche delle singole situazioni, anche presso l’Ufficio Immigrazione della Questura sito in Via Teofilo Patini".

Un déjà vu, quello di oggi in via di Vannina, una parallela sterrata della Tiburtina, compresa tra Tor Cervara e il Grande raccordo anulare. Lo stesso stabile, di proprietà privata, era stato sgomberato lo scorso giugno, insieme a quello a fianco, al civico 74, subito dotato di vigilanza privata per scongiurare ulteriori occupazioni. L'operazione di nove mesi fu oggetto di aspre critiche da parte delle associazioni umanitarie, accorse per dare una mano agli allora cinquecento immigrati rimasti per strada. Si parlò, tramite le testimonianze dei diretti interessati, di intervento violento da parte degli agenti, che stando ai racconti utilizzarono idranti e manganelli per allontanare le famiglie dai locali. 

"Lo sgombero avvenuto oggi a Via Vannina dimostra ancora una volta come la nostra città, che è sempre più alla deriva, sia ormai incapace di accogliere con un piano organico le persone immigrate o in stato di fragilità" ha dichiarato Lucia Erocli, direttrice dell'associazione Medicina Solidale. "Dopo piazza SS. Apostoli e via Curtatone - aggiunge - che sono stati sgomberati, abbiamo ritrovato le stesse persone disperse nelle tante occupazioni o nei campi improvvisati che caratterizzano ormai la Capitale".

"Il sistema degli sgomberi senza un piano reale provoca solo lo spostamento di tante persone - uomini, donne e bambini - in nuovi luoghi della disperazione ai margini della città. Così si creano nuovi ghetti senza risolvere nulla".

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