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Via del Gazometro, c'è un quarto indagato: è il nipote di un boss di Ostia

Intanto il pm Felici ha ascoltato Santocarlo e Lustri (er Tapparella) ed ha richiesto la conferma dei loro fermi. Entrambi hanno dichiarato di essere intervenuti in difesa della vittima morente

La novità più importante nelle indagini sull'uccisione di Gianfraco Bonavita avvenuta domenica all'alba nel corso di una rissa scoppiata in via del Gazometro è che c'è un quarto indagato, il giovane fuggito a bordo della Jeep nera, nipote di un noto boss del litorale. Il giovane è al momento latitante ed stato iscritto ieri dal pubblico ministero Roberto Felici nel registro degli indagati.

Il pubblico ministero ha intanto chiarito ieri quanto successo davanti al bar Imperiale. Si sono infatti svolti ieri in ospedale gli interrogatori di Massimiliano Lustri (er Tapparella) e Cesare Santocarlo. A riferire le loro versioni i rispettivi avvocati, Gianluca Arrighi e Cristiana Terribile.

Secondo quanto riferito da Arrighi, “Lustri sabato ha trascorso la serata all'Alibi. All'uscita decide di andare a fare colazione con un suo amico al Bar Imperiale. Mentre consuma una bibita al banco, fuori scoppia la lite. In strada vede Gianfranco Bonavita già morente, e tre uomini sopra Vincenzo Pacchiarotti. Va verso di loro e mentre cerca di togliere i tre addosso all'amico, da dietro riceve tre coltellate, si gira e ne prende altre due al ventre. Rientra nel bar e sente gridare: "Scappa, scappa", poi vede alcune persone fuggire su una jeep nera”.

Anche Santocarlo avrebbe dichiarato di essere intervenuto successivamente, per difendere Pacchiarotti e Bonavita in difficoltà.

Il pm Felici ha chiesto la convalida dei fermi per i due, oltre che per Pacchiarotti, ancora in coma al San Camillo.
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